È morto ieri, 3 novembre 2025, dopo una settimana di agonia Giuliano Mascheroni, 66 anni, storico protagonista del rugby ligure, vittima della brutale aggressione avvenuta lo scorso 26 ottobre in corso Genova, a Ventimiglia. L’uomo è deceduto all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, dove era ricoverato in seguito alle gravi lesioni riportate durante il pestaggio.
Per la sua morte è stato arrestato Simone Pensibene, 46 anni, ventimigliese domiciliato a Mentone, prima detenuto con l’accusa di lesioni, ora con l’accusa di omicidio preterintenzionale.
La gelosia e l’aggressione in strada
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, il pomeriggio del 26 ottobre Mascheroni si era fermato per strada a parlare con una conoscente, una donna di 35 anni che un tempo era stata sua vicina di casa. Con lei c’era anche il suo ex compagno, Simone Pensibene, che avrebbe frainteso la situazione, travolto da una crisi di gelosia. In pochi istanti, l’uomo si sarebbe avventato su Mascheroni, colpendolo ripetutamente con calci e pugni al volto e alla testa.
Un’aggressione violentissima, ma nonostante le ferite, il 66enne era riuscito a recarsi alla caserma dei carabinieri per sporgere denuncia. I militari gli avevano consigliato di sottoporsi a una visita medica, ma lui aveva preferito tornare a casa. Poche ore dopo, però, le sue condizioni si sono aggravate: l’uomo ha iniziato a sentirsi male e un conoscente lo ha accompagnato al pronto soccorso di Bordighera.
Qui i medici hanno riscontrato una grave emorragia cerebrale con ematoma subdurale e hanno disposto il trasferimento d’urgenza in elisoccorso al Santa Corona di Pietra Ligure, dove Mascheroni è stato operato e intubato. Nonostante gli sforzi dei sanitari, non si è più ripreso. La morte cerebrale è stata dichiarata a distanza di alcuni giorni, e il decesso comunicato alla Procura di Imperia.
Le indagini e l’arresto
Grazie alle immagini di videosorveglianza di un esercizio commerciale di corso Genova e alla collaborazione della donna coinvolta, i carabinieri sono riusciti rapidamente a identificare l’aggressore.
Il 28 ottobre, due giorni dopo i fatti, Pensibene è stato fermato alla stazione di Ventimiglia, mentre tentava di oltrepassare il confine per rientrare in Francia. Su richiesta del pubblico ministero Veronica Meglio, è stata disposta la custodia cautelare in carcere e durante l’interrogatorio di convalida davanti al gip Massimiliano Botti, il 46enne, difeso dall’avvocato Mattia Caruso di Sanremo, avrebbe ammesso le proprie responsabilità, dichiarando di aver agito per gelosia, ma di non aver avuto intenzione di uccidere.
Con la morte di Mascheroni, l’accusa a carico di Pensibene è stata aggravata da lesioni gravissime a omicidio preterintenzionale. Le indagini coordinate dalla Procura di Imperia continuano per definire con precisione la dinamica dei fatti e valutare eventuali aggravanti.
(Fonte immagine Facebook)






