5 Maggio 2026 23:26

Querela Fiorello, il vicepresidente della Regione Alessandro Piana: “Non accetto l’archiviazione, ha detto il falso in diretta RAI” / L’intervista

Il vicepresidente della Regione Liguria Alessandro Piana non ci sta e annuncia che farà opposizione alla richiesta di archiviazione della querela per diffamazione contro lo showman Rosario Fiorello.

Il nodo della vicenda, secondo Piana, non sarebbe la battuta “questa Regione è un rave”, ma un’altra affermazione ben più grave: “Non credo che sia normale in una trasmissione di fruizione dalla RAI dire delle falsità su una persona e passare come se fosse satira politica“, ribadisce. Piana punta il dito contro Fiorello, che lo aveva indicato come “indagato” in una vicenda nella quale il vicepresidente della Regione era invece completamente estraneo.

In un’intervista al nostro giornale, Piana ha voluto fare chiarezza sulla questione

“La frase che ha fatto nascere un po’ la querela era che Fiorello, in una trasmissione importante, seguita da più di due milioni di persone, sia in diretta che in replica, ha detto che io ero indagato, che la regione Liguria era affidata a un indagato. In realtà non sono mai stato indagato, da lì nasce la querela.

Si andrà avanti lo stesso, non era una presa di posizione da parte della procura che io cercavo”.

Farà opposizione all’archiviazione?

Assolutamente sì, perché non credo che sia normale in una trasmissione dalla RAI dire delle falsità su una persona e passare come se fosse satira politica”.

È difficile fare politica oggi con situazioni di questo tipo, che poi direttamente con la politica non dovrebbero c’entrare nulla?

“Sì, è difficile, non è impossibile perché, la mia piccola storia lo insegna, i voti li ho presi comunque, anche se la chiarezza da parte della Procura è stata fatta abbondantemente dopo le elezioni, dopo più di un anno, quindi diciamo che non è impossibile poterla fare.

È difficile e dispiace che ci siano episodi di questo tipo. Ci sono delle situazioni che, ripeto, fanno rientrare in un’indagine un po’ tutta una sfera familiare rispetto ad altre tipologie di indagine.

Col mio lavoro ci si aspetta un po’ di tutto, tranne che questi colpi bassi, però, ripeto, non mi sto mettendo la croce addosso, ci mancherebbe, non sono certo una vittima o la prima vittima di un sistema di questo tipo, però si guarda avanti e si lavora sempre per il bene del territorio e per il bene della regione”.

I rave non rientrano fra le sue passioni dunque?

No, assolutamente no, al limite qualche sagra”.

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