6 Maggio 2026 19:37

Imperia: 27enne morì in ospedale a Sanremo, a processo un chirurgo per omicidio colposo

In breve: Contestata dall'accusa la mancata prescrizione di esami che, secondo una perizia, avrebbero potuto prevenire il decesso del paziente

Si è tenuta in tribunale a Imperia una nuova udienza del processo che vede imputato un chirurgo dell’ospedale di Sanremo con l’accusa di omicidio colposo per la morte di un paziente di 27 anni.

Contestata dall’accusa la mancata prescrizione di esami che, secondo una perizia, avrebbero potuto prevenire il decesso del paziente

I fatti risalgono a marzo del 2019, quando il 27enne era stato ricoverato presso l’ospedale di Sanremo con febbre, stanchezza, tachicardia e difficoltà respiratorie, per essere poi trasferito nel reparto di terapia intensiva il giorno successivo in seguito all’insorgenza di un grave scompenso glicometabolico, dovuto a un quadro diabetico non ancora diagnosticato. Il giovane sarebbe quindi, stato riportato nel reparto di medicina interna per poi morire nel giro di 2-3 giorni.

A finire sul banco degli imputati è stato il chirurgo che aveva visitato il paziente nel tardo pomeriggio precedente al decesso (avvenuto intorno alle 2 di notte). Al medico è stata contestata la mancata disposizione di esami diagnostici urgenti, in particolare di una TAC con contrasto, che secondo una perizia avrebbe potuto testimoniare il peggioramento del quadro clinico portando a un intervento chirurgico che avrebbe potuto prevenire la morte del ragazzo.

Proprio le cause del decesso sono state al centro del dibattimento dell’ultima udienza, che ha visto deporre numerosi consulenti tecnici chiamati in causa dalla difesa (sostenuta dagli avvocati Alessandro Mager del foro di Imperia e Giancarlo Faletti del Foro di Torino), i quali hanno contestato le conclusioni tratte finora dalle perizie emesse sia dai consulenti dell’accusa che dai CTU nominati dalla giudice Francesca Di Naro.

In particolare, i consulenti tecnici della difesa contestano che a causare la morte del paziente sia stata una polmonite ab ingestis, causata un’occlusione gastrointestinale conseguente a un ripiegamento all’interno di una parte dell’intestino (una cosiddetta “invaginazione“). Sulle cause del decesso, i consulenti della difesa concordano che si sia trattato, invece, di un arresto cardiaco, compatibile con lo stato diabetico del paziente.

In seguito a quanto sostenuto dai consulenti ascoltati in udienza, la PM Maria Paola Marrali ha, quindi, richiesto che venisse fatta definitiva chiarezza sulle cause della morte, tenendo anche conto del fatto che soltanto uno dei consulenti ascoltati prima dell’ultima udienza aveva potuto svolgere i propri rilievi sui vetrini originali, a differenza di quelli della difesa.

La giudice Di Naro ha, pertanto, aggiornato l’udienza al febbraio del prossimo anno, in attesa delle nuove perizie, per sentire in aula un testimone e la deposizione dell’imputato.

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