“Dopo aver fatto diversi sopralluoghi durante il mio mandato da presidente della Commissione Regionale Antimafia della Liguria, è per me una grande gioia oggi veder partire i lavori che, una volta ultimati, permetteranno la completa restituzione dei beni confiscati alla famiglia Pellegrino alle comunità locali”. Così l’ex presidente della Commissione Regionale Antimafia della Liguria, e oggi responsabile Legalità di Sinistra Italiana Liguria, Roberto Centi.
“Dopo anni di abbandono e iter burocratici complessi, gli immobili diventeranno abitazioni destinate a persone in difficoltà, grazie a un progetto di riqualificazione promosso da Libera, Spes e Caritas Intemelia, e non solo – spiega Centi -. Ci saranno opportunità di lavoro, grazie ad una collaborazione con Confagricoltura, per la coltivazione dei terreni e la manutenzione dell’area circostante. E poi ancora attività a favore di donne vittime di violenza, di minori, attività teatrali, spazi per i cori e le bande cittadine, per gli scout e per l’attività alla legalità di Libera”.
Le ville confiscate alla criminalità organizzata in via Cornice dei Due Golfi, a Bordighera, si preparano così a una nuova vita, dopo anni di abbandono e iter burocratici complessi. La storia di questi beni affonda le radici in un’indagine avviata nel 2010, una delle prime in Liguria a condurre alla confisca patrimoniale per reati di stampo mafioso.
“Le ville confiscate alla famiglia Pellegrino rientrano nel bando regionale 2024 per la riqualificazione dei beni sottratti alla criminalità organizzata – sottolinea Roberto Centi -. Si tratta di un percorso avviato ormai da diversi anni e che ha richiesto un lungo lavoro di collaborazione tra istituzioni, associazioni e territorio. I beni di Bordighera, due immobili di particolare consistenza, hanno ottenuto un contributo di 150.000 euro sui 600.000 euro complessivi previsti annualmente dalla legge regionale (la n. 2 del 19 marzo 2024, pubblicata il 21 marzo 2024)”. “L’iter è stato complesso e ha preso avvio con la liberazione delle ville da parte della famiglia Pellegrino, seguita da numerosi sopralluoghi tecnici e istituzionali, realizzati con la collaborazione di Libera, in particolare nella figura di Maura Orengo, e con il supporto costante della Prefettura – aggiunge Centi -. L’impegno congiunto di Regione, Commissione Antimafia e associazioni del territorio ha permesso di superare i momenti di difficoltà iniziali, restituendo fiducia nelle istituzioni e nella possibilità di dare nuova vita a quei luoghi”.
Il percorso legislativo che ha portato all’approvazione della legge regionale sulla valorizzazione dei beni confiscati è durato oltre due anni, culminando con il voto unanime del Consiglio regionale. La norma rappresenta oggi uno strumento concreto per finanziare la ristrutturazione e il riuso sociale dei beni sottratti alla criminalità, offrendo una prospettiva di legalità e inclusione. Il progetto di Bordighera è quindi il risultato di un impegno istituzionale e civile condiviso, che dimostra come la buona politica e la collaborazione tra enti e associazioni possano tradursi in risultati tangibili e altamente simbolici per la collettività.
“Il 4 luglio c’è stata l’assegnazione definitiva dei beni confiscati di Bordighera alle associazioni Caritas e Spes, e dopo pochi mesi, il 10 novembre, inauguriamo finalmente il primo lotto di lavori di ristrutturazione della prima casa e di parte della seconda – dichiara Maura Orengo di Libera Imperia -. Si tratta di un complesso molto grande, che richiede investimenti significativi. Fortunatamente, grazie all’impegno di tutti, abbiamo ottenuto il primo finanziamento da Regione Liguria lo scorso anno, e ora speriamo di poter contare su nuovi contributi per completare il progetto: ci resta ancora una casa e mezza da ristrutturare”. “Queste abitazioni restituiscono alla cittadinanza ciò che le mafie avevano tolto – conclude Orengo -. Grazie alla legge regionale, si stanno davvero realizzando obiettivi importanti e concreti, che dimostrano come i beni confiscati possano diventare simboli di riscatto e giustizia sociale”.






