Il pubblico ministero ha chiesto condanne fino a 9 anni di reclusione per i tre imputati del processo che vede al centro una presunta truffa da oltre 110mila euro. Le accuse, di circonvenzione di incapace, riguardano fatti risalenti al periodo 2016–2021, quando i tre indagati avrebbero convinto un uomo in condizione di fragilità a effettuare acquisti di formaggi inesistenti e a intraprendere finte azioni legali.
La richiesta del pm prevede: 9 anni per la donna 46enne, 6 per l’uomo 47enne e 4 per il 25enne, per un totale di 19 anni.
I fatti contestati
Tra Taggia e Riva Ligure, gli imputati avrebbero inizialmente indotto la vittima, rappresentata dall’avvocato Lombardi, ad acquistare una partita di formaggi inesistente, per un valore di circa 30mila euro. In un secondo momento l’uomo sarebbe stato convinto a versare ulteriori somme, attraverso contanti o ricariche su carte prepagate, con la promessa di una fittizia causa legale per “recuperare” l’investimento.
Una volta esaurite le sue risorse, è stata coinvolta anche la famiglia della vittima: alla moglie sarebbe stato chiesto di vendere due immobili di sua proprietà per far fronte alle richieste economiche legate alla presunta azione legale.
Il processo e la fase attuale
Adesso il processo si avvia verso la conclusione: dopo la requisitoria del pm, si attende la sentenza che sarà pronunciata durante la lettura del dispositivo fissata per il 17 dicembre.






