Il consigliere di minoranza del gruppo di Imperia Senza Padroni, Luciano Zarbano, interviene con una nota stampa per esprimere dubbi e riflessioni in merito alla sperimentazione delle navette a guida autonoma, in funzione lungo la pista ciclabile. I dubbi del consigliere nascono in seguito al progetto dei bus a idrogeno della Riviera Trasporti, finito nel mirino della Corte dei Conti.
Navette senza conducente: i dubbi del consigliere Luciano Zarbano
“La recente iniziativa della Corte dei Conti, che ha avviato richieste di risarcimento per il danno erariale legato ai bus a idrogeno acquistati e rimasti inutilizzati, impone una riflessione seria anche su un’altra vicenda tutta imperiese: quella delle navette a guida autonoma.
Le navette senza conducente acquistate con fondi PNRR risultano oggi di fatto inutilizzate per il trasporto pubblico locale. Questa è la realtà che si sta delineando a Imperia e che solleva interrogativi pesanti sulla corretta gestione delle risorse del PNRR da parte dell’Amministrazione Comunale.
Parliamo di mezzi acquistati per promuovere una mobilità innovativa e sostenibile che, ad oggi, non sono in servizio. Mancano infatti il completamento della fase sperimentale e, soprattutto, i presupposti normativi, organizzativi e infrastrutturali necessari per un reale utilizzo nel TPL. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: mezzi nuovi e costosi che, salvo qualche sporadica prova senza passeggeri, restano fermi, mentre incombono scadenze precise e obiettivi vincolanti imposti dal PNRR.
Se l’operazione non dovesse arrivare a compimento, si aprirebbe un possibile fronte di responsabilità contabile. Qualora emergesse un danno erariale – per spreco di risorse pubbliche, perdita dei finanziamenti o impossibilità strutturale di utilizzare le navette per gli scopi dichiarati – la Corte dei Conti potrebbe valutare responsabilità non solo dirigenziali, ma anche politiche. In particolare, potrebbero essere chiamati in causa la Giunta e i Consiglieri che hanno votato gli atti di acquisto, se dovesse risultare una scelta priva di adeguata istruttoria o gravemente negligente.
Il punto centrale è una domanda tanto semplice quanto decisiva: al momento dell’acquisto, il Comune aveva davvero pianificato in modo concreto e realistico le condizioni per far circolare queste navette? Se la risposta fosse negativa, e se l’intero progetto si traducesse in mezzi inutilizzabili e risorse sprecate, l’intervento della magistratura contabile diventerebbe una possibilità tutt’altro che remota.
Ora tocca al Comune dimostrare che le promesse non resteranno solo sulla carta. Perché ogni euro pubblico speso senza effetti reali sul servizio ai cittadini non è solo un’occasione persa, ma un euro tolto alla comunità.“






