Passati i soliti sorrisi e pacche sulle spalle di “captatio benevolentiae, per aggiudicarsi qualche punto in più, anche quest’anno è giunto il momento delle pagelle di Imperiapost.
Ed eccole, per la gioia dei lettori e l’incazzatura di qualcuno. Il voto è complessivo e non è appellabile né dinnanzi al T.A.R. né dinnanzi al Consiglio di Stato, tantomeno alla Corte dei diritti dell’Uomo di Strasburgo e dalla Corte dei Conti, viste le ultime spese sostenute dal Comune per il Teatro Cavour.
Per eventuali querele come ogni anno abbiamo un pool di avvocati (Rota, Carpano, Tahiri, Siccardi, Eller, Manconi dovrebbero bastare) pronti a difenderci dai “permalosoni” anche se speriamo tale iniziativa sia vissuta da tutti come una simpatica e goliardica pagella di fine anno.
Iniziamo subito dal sindaco e dalla giunta comunale:
Iniziamo subito dal sindaco e dalla giunta comunale:

Claudio Scajola (Sindaco) voto 6 – : Sindaco e di nuovo Presidente della Provincia. Per lui la carta di identità vale quanto gli avvisi di garanzia: carta straccia. A proposito, l’anno scorso se ne era beccato uno per l’ex bocciofila e quest’anno ha scomodato addirittura la Procura Europea per il biodigestore. Ma chi se ne… Da civico torna politico con la “sua” Forza Italia, ma non si capisce se alla fine gli daranno il terzo mandato, il posto da senatore oppure nessuno dei due. Certo è che alle elezioni provinciali ha sbaragliato tutti, dimostrando che, almeno a livello locale, bisogna sempre fare i conti con lui. Le grandi opere lo affascinano, è una roba più forte di lui, e così ci riprova con il porto turistico, facendo salire la pressione a Bracco e Sardi, che inutilmente puntano il dito sui tanti lavori ancora da terminare. Nonostante la sua età non più da scolaretto fa parlare di sé non solo tra i corridoi del comune e per inciso… non per la sua attività amministrativa. Faraone.

Giuseppe Fossati (vice sindaco, assessore a Urbanistica, Edilizia Pubblica e Privata ed Ambiente) voto 5: per lui la rumenta fuori dai bidoni la vedono solo Bracco e la Bozzano e le classifiche sulla qualità della vita andrebbero abolite. Si narra di una lite furibonda, quasi paragonabile a quella di Rocky IV e Ivan Drago con il consigliere Landolfi. Poi dalla spiaggia sfotte i potenziali turisti con un “Ciao Milano” degno dei Pirati dei Caruggi. Solo che loro fanno cabaret e lui fa il vicesindaco. Se lo ricorderà? Smemorato.

Ester D’Agostino (assessore a Arredo Urbano, Verde Pubblico, Spiagge, Cimiteri, Toponomastica e PEBA) voto 6 +: come in passato si dimostra sempre solerte di fronte alle segnalazioni anche quando arrivano da consiglieri di opposizione e non esce mai dalle righe. A modo.

Antonio (Nino) Gagliano (ormai ex assessore a Viabilità, Polizia Municipale, Protezione Civile) voto N.C.: Lo sappiamo, Nino ormai è fuori. Ma il suo spirito aleggia sempre, fra prese di distanze, riavvicinamenti e lacrime di coccodrillo. Stavolta col messaggio fuoriuscito dalla chat con una “talpa” (che nessuno ha più voluto scoprire) l’ha fatta davvero fuori dal vaso (peggio che con la viabilità… il che è tutto dire) e ha servito la sua cacciata su un vassoio d’argento a chi in maggioranza non vedeva l’ora di farlo fuori. Preso per “abbelinato” in quanto sostenitore del doppio senso sull’argine destro e ora che è fuori dai giochi lo hanno ripristinato. Al buffetto del primo cittadino avrebbe voluto rispondere con un gancio dei suoi ma ormai gli anni del ring sono passati e i riflessi non sono più quelli di una volta. Ora per Claudione resta un bel problema: niente nomina uguale tutti incazzati, una nomina uguale uno felice e gli altri incazzati. Trombato

Laura Gandolfo (assessore a Servizi sociali, Sanità, Servizi Educativi e Pari Opportunità) voto 7,5: conferma la posizione dello scorso anno, correndo a destra e sinistra e rispondendo al telefono pure di notte. Per sfiga e burocrazia non ha ancora finito con il nuovo centro dell’ex Albergo Italia. Però adesso è pure assessore alla Gentilezza (questa mancava proprio). Corri che ce la fai! Stoica

Mattia Sasso (assessore a Agricoltura, Pesca, Frazioni) voto 5.5 – (per incoraggiamento): quest’anno raggiunge quasi la sufficienza per l’impegno nel dare un senso all’ex Mercato Coperto Andrea Doria, ma deve lavorare di più sulla comunicazione. Quando lo si vede in giro i più pensano sia un assicuratore o un agente immobiliare che non ce l’ha fatta. Già la delega gli offre poche chance e se ancora quel che fa non lo dice diventa dura. Timido

ùGianmarco Oneglio (assessore a Commercio, Turismo, Industria, Artigianato, Trasporto Pubblico, Suolo pubblico) voto 4.5: continua a catafottersene dell’opportunità di stare dove è anche quando sono in ballo le concessioni demaniali, per giunta oggetto di ricorso da parte dell’Antitrust. Dà del vile a Zarbano, ex Colonnello dei Carabinieri minacciato dalla mafia in Sicilia. Da assessore esterno, oltre alla sorella in consiglio comunale, nelle prossime settimane vedrà anche la moglie ogni giorno in Comune. Spadroneggia anche nelle manifestazioni e nella viabilità (sic!). Inopportuno.

Monica Gatti (assessore a Bilancio, Patrimonio Comunale e Società partecipate) voto 6: ormai un classico le sue incomprensioni con Zarbano e i battibecchi con Sardi. Ma c’è da dire che non perde mai la calma e va avanti con le sue illustrazioni di variazioni e bilanci. Didascalica

Marcella Roggero (assessore a Cultura, Musei, Manifestazioni, Sport ed Università) voto 5.5: subisce le incursioni di Oneglio, come per l’organizzazione del Capodanno (lei pare preferisca mete a stelle e strisce) e spende quasi mezzo milione di euro per le Vele d’Epoca, sostenendo pure l’acquisizione del marchio da Assonautica (che così tappa anche un buco nel bilancio dell’associazione dove ricopre ancora il ruolo di direttrice). Finito (si spera) il Cavour, si concentra sui pacchetti delle visite per la rete museale. Acculturata

Gianfranco Gaggero (assessore ai Lavori Pubblici) voto 4,5: è inutile, la Bozzano proprio non la regge e ogni interrogazione lo manda fuori dai gangheri. L’opposizione secondo lui non deve esistere. Soprattutto se ha l’ardire di Zarbano, che gli chiede conto di suoi eventuali legami con la discussa pratica degli ex Granatini. A proposito, ma la risposta? Noi non l’abbiamo ancora sentita. E non abbiamo neppure visto il famoso progetto del bosco urbano su lungomare Vespucci. A quando la delizia? Scazzato

Rosa Puglia (Segretario Comunale) voto 7: continua a resistere in Comune e in Provincia con la classe di sempre, anche se le “rogne” non mancano. La fedeltà per lei è d’obbligo anche perchè lo stipendio è più che buono. Inossidabile.

Santo Scarfone(Portavoce del Sindaco) voto 9: Noooooooo. Santo non andare viaaaaaa! Non possiamo pensare al nuovo anno senza di te. Ti rendi conto dei rischi senza un filtro fra Imperiapost e Claudione? Per stare accanto al sindaco ci vuole un Santo, di nome e di fatto! Ci manchi già. Insostituibile






