25 Aprile 2026 18:51

Aspettando il passaggio della Fiamma Olimpica, l’amarcord di tre tedofori imperiesi: “Emozioni uniche”

In breve: L'emozione di viaggiare con la Fiamma Olimpica nelle parole dei fratelli Mirco e Marco Marvaldi e di Alfredo Butelli, protagonisti nel passaggio in occasione di Torino 2006

Manca meno di una settimana al passaggio della Fiamma Olimpica sul territorio cittadino. L’appuntamento è per sabato 10 gennaio alle 10,30 presso l’ex stazione di Oneglia, per un percorso che attraverserà la città fino a concludersi davanti al teatro Cavour alle 11,15. Un momento storico per la città di Imperia, che vedrà la Fiamma ritornare per le proprie strade a vent’anni dall’ultima volta.

L’emozione di viaggiare con la Fiamma Olimpica nelle parole dei fratelli Mirco e Marco Marvaldi e di Alfredo Butelli, protagonisti nel passaggio in occasione di Torino 2006

Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 sono state, infatti, precedute esattamente due decenni fa da quelle di Torino 2006, in occasione delle quali tra i protagonisti ci sono stati anche tre imperiesi: i fratelli Marco e Mirco Marvaldi e Alfredo Butelli, che hanno partecipato a tutte le varie operazioni e fatti di quel lungo viaggio durato 64 giorni, impegnati in qualità di volontari in ruoli e compiti diversi, in particolare nell’accoglienza e vestizione dei tedofori, nella tracciatura del percorso e dei cambi e anche in qualità di tedoforo stesso, all’interno di una complessa ed efficiente organizzazione nella quale erano impegnate circa 120 persone e mezzi tecnici al seguito.

Un impegno giornaliero costante, vissuto con passione e responsabilità e terminato con la partecipazione (all’interno dello stadio) alla cerimonia di apertura e accensione del grande braciere, simbolo di Torino 2006.

Alcuni di quei simboli che hanno caratterizzato la nostra partecipazione all’evento del viaggio – ricordano i tre imperiesi – la torcia, la divisa di tedoforo e quella di volontario, le immagini fotografiche, il libro del racconto “Sotto una diversa luce” sono ancora ben custoditi e conservati nelle nostre case, per non dimenticare che abbiamo potuto vivere ed essere onorati di aver partecipato, in prima persona, al più grande evento itinerante mai attraversato nel nostro Paese. Un’esperienza unica ed irripetibile che ci ha permesso di scoprire un’altra Italia, capace di gioire, di entusiasmarsi e di commuoversi“.

Tra i momenti più significativi vissuti – proseguono – potremmo citare i numerosi incontri con personaggi dello sport, della cultura, della politica, del volontariato e dello spettacolo, tutti tedofori per un giorno. Le celebrazioni serali dell’accensione del tripode, sempre molto partecipate, il passaggio tra luoghi iconici del paesaggio, della cultura e della storia italiana. L’intera giornata trascorsa lungo il comprensorio sciistico della Sella Ronda, in Val Gardena e in Val di Fassa, la sfilata a Longarone delle sezioni locali degli alpini per ricordare la tragedia del Vajont, gli incontri con i campioni dello sci alpino francese nelle località ex sedi olimpiche di Briançon, Grenoble e Albertville, la scalata della torcia al Monte Bianco e sulla Mole Antonelliana, l’accoglienza dell’intera città di Torino, la partenza della tappa torinese dalla Basilica di Superga, l’attraversamento notturno di Matera attraverso i “Sassi”, la commemorazione al cippo della strage di Capaci, il percorso cittadino del capoluogo imperiese con partenza da via Serrati Capo Berta fino a Borgo Prino“.

Portare la torcia olimpica, anche se solamente per poche centinaia di metri, trasmette emozioni uniche e ricordi incancellabili per tutti – aggiungono ancora i fratelli Marvaldi e Alfredo Butelli – immagini che rimangono sempre nel cuore di chi ha avuto questo privilegio. Il ritrovo con gli altri tedofori, la consegna e la vestizione della divisa, la salita sul bus navetta, l’attesa dell’arrivo della fiaccola, il passaggio della fiamma, la corsa lenta, l’incontro con il tedoforo successivo… fino all’accensione del tripode serale!

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