14 Aprile 2026 02:31

Diano Marina: infiltrazione d’acqua a Palazzo del Parco, museo e biblioteca chiudono il 3 e 4 febbraio

In breve: Stanziati 15mila euro per i lavori di restauro, che riguarderanno il soffitto e parte della muratura

Il Comune di Diano Marina, tramite determina firmata dalla dirigente del Settore V Elena Muscarella, ha affidato i lavori di restauro di parte della muratura e del soffitto di Palazzo del Parco al restauratore Carlo Terzi, professionista di base a Sanremo. L’incarico prevede, inoltre, la redazione delle pratiche necessarie da presentare alla Soprintendenza, per un importo complessivo di 15.845,36 euro, IVA compresa. I lavori si rendono necessari, si legge nel documento, a causa di un’infiltrazione d’acqua.

Stanziati 15mila euro per i lavori di restauro, che riguarderanno il soffitto e parte della muratura

Per consentire la realizzazione dei lavori (“finalizzati a garantire la sicurezza degli ambienti per il personale e i visitatori e prevenire danni al patrimonio culturale“, spiega il Comune di Diano Marina), il Museo e la Biblioteca (ospitati all’interno del palazzo) resteranno chiusi il 3 e 4 febbraio. Il Comune prevede che la riapertura possa avvenire già il 5 febbraio, data in cui verrà inaugurata la mostra dedicata a Paolo Scati nella Sala Convegni “R. Falchi”, anch’essa ospitata all’interno dell’edificio.

Secondo quanto si legge nel preventivo presentato dal professionista, l’intervento consisterà nell’iniezione di calce idraulica fluidificata nelle sacche di distacco tra l’intonaco e il supporto murario.

Molto probabilmente  – si legge nel documento – la pellicola pittorica a causa del ciclo di bagnatura e asciugatura e conseguente cristallizzazione dei sali solubilizzati, presenterà problemi di adesione e coesione per cui occorrerà procedere a consolidamento superficiale e estrazione dei sali solubilizzati tramite impacchi con veline e acqua demineralizzata”.

Si ipotizza di ricostruire con colori a calce e terre tutta la decorazione ripetitiva e di revisionare anche i vecchi interventi di restauro”, prosegue Terzi, che aggiunge: “Si ipotizza di descialbare anche la parte a sguscia che collega parete al soffitto che nasconde una decorazione a conclusione del soffitto. Questa operazione non è necessaria dal punto di vista conservativo ma concluderebbe la decorazione del soffitto legandola alle pareti”.

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