L’ombra lunga delle persecuzioni da parte delle autorità non sembra voler dare tregua a una 40enne originaria dell’Iran, protagonista suo malgrado di un doppio arresto a Dubai e in Italia per un debito, a suo dire, già saldato.
La donna, difesa dall’avvocato imperiese Hakan Eller, è stata scarcerata dopo essere stata arrestata nella Capitale
Scienziata e ricercatrice nel suo paese, la donna racconta di aver deciso di trasferirsi in Turchia (prendendo anche la cittadinanza turca) per sfuggire a maltrattamenti e persecuzioni in patria, dove aveva contratto un debito da saldare con la giustizia dell’equivalente di circa 4-5mila euro. Nonostante la 40enne sostenga di aver saldato quanto dovuto, le autorità iraniane hanno emesso un mandato di cattura internazionale tramite l’Interpol.
L’amara scoperta del mandato pendente sulla sua persona è avvenuta durante un viaggio a Dubai, nel corso del quale è stata arrestata dalle autorità locali, salvo poi essere rilasciata dopo pochi giorni. Durante un secondo viaggio, questa volta a Roma, la situazione si è ripetuta e la donna è stata nuovamente arrestata.
Secondo quanto sostenuto dalla 40enne, che in seguito al trasferimento in Turchia ha iniziato un percorso di occidentalizzazione togliendosi pure il velo, la continua richiesta di estradizione da parte delle autorità iraniane nascerebbe dalla volontà di riportarla in patria in quanto ricercatrice e oppositrice politica e non a causa di quanto le verrebbe ascritto.
La difesa della donna è stata assunta dall’avvocato imperiese Hakan Eller, che ha individuato un vizio di forma nelle procedure di arresto e ne ha consentito la scarcerazione. Secondo quanto rilevato dal difensore, infatti, l’Interpol non avrebbe inviato la documentazione necessaria alla Corte di Appello di Roma e alle autorità italiane entro 40 giorni dalla data dell’arresto, invalidando così il provvedimento.






