6 Maggio 2026 19:57

Politica: Ivan Bracco (PD) riflette sul futuro di Imperia. “Sindaco è convinto di essere il proprietario di tutto e tutti, nel silenzio o quasi della maggioranza e dei consiglieri”

In breve: Se lo domanda il consigliere di minoranza del PD di Imperia, Ivan Bracco, intervenuto con una riflessione in merito al futuro della città di Imperia

Ma veramente gli imperiesi vogliono cambiare il loro futuro? – Se lo domanda il consigliere di minoranza del PD di Imperia, Ivan Bracco, intervenuto con una riflessione in merito al futuro della città di Imperia.

“Dopo quasi tre anni di vita amministrativa e dopo 40 anni di servizio attivo in Polizia nella mia città, è giunto il momento di fare delle considerazioni sulla mia amatissima città anche alla luce degli ultimi episodi amministrativi/giudiziari – prosegue il consigliere Bracco.

Sono cresciuto in una famiglia storica di Portorini, con una tradizione centenaria di vendita di giornali e dunque al centro della vita quotidiana di Porto Maurizio e con un passato in famiglia di resistenti, ma con la capacità di dialogare anche con persone con ideali molto diversi, purché rispettosi dei diritti fondamentali.

Ricordo le riunioni fiume nel magazzino di giornali di via Saffi, alla sera, dove mio padre Sergio (U Pu) faceva da mediatore tra ex partigiani di tutte le ideologie di sinistra, democristiani, socialisti ecc., e anche il confronto era aperto a persone che avevano aderito al fascismo, sempre nel rispetto degli ideali democratici.

La città era viva, le idee, le posizioni e gli affari politici erano già allora presenti, ma c’era una identità, una voglia di discutere e poi, sicuramente, nelle segrete stanze anche qualche accordo un po’ così.

Tutto questo oggi è morto e defunto, non esiste più alcun progetto, esiste solo una collocazione personale di potere, anche piccolo, anche solo diventare presidente di un’associazione qualsiasi, importante essere presidente.

Trovo la mia città, da sinistra a destra, ormai molto omologata, con ovvie distinzioni, ma mi pare che la volontà di cambiare realmente il modo di vivere, il modo di progettare il futuro, il modo di coinvolgere le persone, anche quelle che non sono nessuno, sia totalmente assente.

Il Consiglio Comunale è diventato un’assemblea triste di un condominio, dove l’amministratore, che dovrebbe rappresentare tutti, è convinto di essere il proprietario di tutto e di tutti e di poter gestire le vite e perfino dispensare saggi medici sulla salubrità mentale dei suoi concittadini, nel silenzio o quasi della maggioranza e dei consiglieri.

Penso che una società dove la giustizia sociale e, a seguire, quella dei Tribunali sia ormai un intralcio a vivere meglio porterà inevitabilmente allo sfascio e al degrado della nostra vita, delle nostre famiglie e soprattutto dei nostri ragazzi.

Le mie considerazioni vorrebbero essere una riflessione pubblica, non di parte politica, ma rivolta a tutti per cercare di portare un contributo reale e soprattutto cercando di sganciarsi dal servilismo che regna sovrano e dalla mentalità “chi manesa lechesa”.

Concludo, con un po’ di vana speranza, mi piacerebbe una città che discute, che propone, che coinvolge, non una città soffocata da una cappa di un potere autoreferenziale che protegge solo la cerchia ristretta e raramente fa cadere dal tavolo minuscole gocce d’acqua agli assetati, passando per benefattore. Ti voglio bene mia Imperia“.

🔔 Resta sempre aggiornato! Iscriviti al nostro canale Telegram

📢 Hai una segnalazione? Scrivici a redazione@imperiapost.it o inviaci un messaggio su WhatsApp

📲 Seguici sui social! Non perderti le ultime news su:
Instagram Facebook TikTok YouTube

🎯 Vuoi far crescere il tuo business? Per la tua pubblicità contattaci su marketing@imperiapost.it

Condividi questo articolo: