Entrerà nel vivo il 26 marzo al tribunale di Savona il processo che vede imputata un’avvocatessa della provincia savonese, accusata di truffa aggravata ai danni di una propria cliente, una donna residente nella provincia di Imperia.
Tutto nasce da un controllo di polizia avvenuto alcuni mesi fa. La donna, fermata mentre rientrava da un pranzo, era risultata positiva all’alcoltest con un valore superiore al limite consentito. Per affrontare l’accusa di guida in stato di ebbrezza aveva quindi deciso di affidarsi all’avvocatessa, incaricandola della difesa.
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, nei giorni successivi la professionista avrebbe iniziato a chiedere alla cliente diversi pagamenti, spiegando che il denaro serviva per depositare alcuni atti ritenuti urgenti. Nell’arco di appena cinque giorni la donna avrebbe così versato 18.600 euro ma a far scattare il campanello d’allarme sarebbe stato anche un episodio particolare: in un caso, infatti, il pagamento sarebbe stato richiesto su un conto corrente intestato al marito dell’avvocatessa, con la causale “Pagamento per viaggio in Messico”.
Dagli accertamenti svolti successivamente sarebbe inoltre emerso che tra le parti non era stato formalizzato alcun contratto e che l’attività legale per cui la professionista era stata incaricata non sarebbe mai stata avviata.
La cliente ha quindi presentato un esposto disciplinare all’Ordine degli Avvocati di Savona. Valutata la possibile rilevanza penale della vicenda, il Consiglio dell’Ordine ha trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica di Savona.
La donna, oggi assistita dall’avvocato Davide La Monica, si è costituita parte civile nel processo. Il giudice ha ammesso la costituzione e ha fissato la prossima udienza per il 26 marzo, quando verranno ascoltati i testimoni indicati dal pubblico ministero Luca Traversa.






