7 Maggio 2026 10:01

A Imperia le celebrazioni per la Giornata dell’Unità Nazionale: all’Archivio di Stato la consegna della bandiera d’Italia /Foto e Video

In breve: Dopo la consegna del prefetto, i Carabinieri del Comando provinciale di Imperia hanno proceduto all’alzabandiera sulle note dell’Inno di Mameli

Si è svolta questa mattina, in occasione della Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera, la cerimonia di consegna della bandiera tricolore da parte del prefetto Antonio Giaccari all’Archivio di Stato di Imperia.

L’evento ha riunito le massime autorità civili e militari del territorio, insieme a studenti delle scuole locali

Il discorso del Prefetto Antonio Giaccari: “Quello dell’Archivio di Stato è un compito fondamentale. La funzione di riservare, il compito di conservare il ricordo di chi eravamo, per poter trasmettere a chi verrà, agli studenti oggi qui presenti, quella che è la cultura nazionale e i fondamentali valori democratici sui cui si fonda il nostro Stato.

E oggi, quindi, la Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, che celebriamo a seguito della legge del 2012, per consentire a tutti noi di celebrare il sacrificio, l’impegno e le sofferenze che i nostri padri dovettero tributare sull’altare della libertà, della giustizia, della pace e della sovranità popolare, non solo nel momento della nascita del nostro Stato, ma anche successivamente in molteplici occasioni, quali la Seconda guerra mondiale, il periodo del terrorismo, gli anni di piombo.

Il prezzo di questo sacrificio è incalcolabile. Generazioni di ragazze e ragazzi si sono spesi totalmente e completamente per consentirci oggi di essere qui e restituire al nostro Paese i valori democratici e civili che sono suggellati e scolpiti nella nostra Carta costituzionale.

L’articolo 12 descrive e istituisce la nostra bandiera, che oggi è stata da me consegnata, tramite il prezioso apporto dei Carabinieri, all’Archivio di Stato come simbolo di unità e di identità nazionale, congiuntamente al nostro Inno e alla nostra Costituzione.

Ci consente di stringerci noi qui tutti insieme e di riconoscerci immediatamente e universalmente nei nostri valori di uguaglianza, di solidarietà, di libertà, di democrazia e soprattutto di pace, se mi consentite, specialmente oggi, sempre più consapevoli di quanto essa sia da più parti minacciata e in costante pericolo.

Spetta perciò a ciascuno di noi operare e impegnarsi per far capire e comprendere che ciò che realmente rappresentano la bandiera, il Canto degli Italiani e la Costituzione sono dei valori universali, per far capire, osservare e conservare la nostra storia e il lungo percorso che abbiamo dovuto affrontare, quelli che sono stati gli sforzi messi in atto e quanto sia quindi anche oggi importante dedicarsi per la loro tutela e per il presidio di quei valori, difendendoli da qualsiasi minaccia, oggi più che mai, poiché appaiono sempre meno consolidati e scontati.

Le parole di Pier Maria Stabile, il direttore dell’Archivio di Stato di Imperia: “Il 1° giugno 1861 il sindaco di Oneglia si rivolse ai suoi concittadini, invitandoli a partecipare ai festeggiamenti organizzati nella città per celebrare l’appena proclamata Unità d’Italia.

Come noto, la legge n. 4671 del 17 marzo 1861 proclamò la nascita dello Stato unitario italiano. Così recitava il suo testo, formato da un unico articolo: Re Vittorio Emanuele II assume per sé e i suoi successori il titolo di Re d’Italia.

Un testo formalmente scarico, per nulla enfatico, che sembrava solo sanzionare la continuità dinastica del nuovo regno sotto Casa Savoia, ma che in realtà costituiva l’atto fondativo dell’Italia unita, che oggi celebriamo anche con la consegna all’Archivio di Stato della Somma Guadaglierà.

Si tratta della prima volta nella storia degli Archivi di Stato che si svolge una cerimonia così simbolicamente importante, al cui successo hanno contribuito in modo determinante la Prefettura di Imperia, i Comandi provinciali dei Carabinieri, dei Vigili del Fuoco, la Capitaneria di Porto, l’Assessorato, che ringraziamo moltissimo.

In più di un secolo e mezzo di storia, il nostro Paese ha fatto un lungo e complesso percorso che, avviatosi con il Risorgimento nazionale, è culminato nella fondazione del Regno d’Italia e si è concluso con la nascita della Repubblica.

Un percorso anche doloroso, che è costato la vita a tante donne e uomini, spesso giovani, che si sono sacrificati.

Nel 1847 il cancelliere austriaco von Metternich, riferendosi ai diversi Stati allora presenti nella nostra penisola, dichiarò che l’Italia era una mera espressione geografica. La storia lo ha tuttavia contraddetto.

L’Italia non solo è diventata uno Stato, ma ha anche maturato nel tempo la sua coscienza di nazione, costituita dai cittadini che, avendo in comune territorio, cultura, lingua e tradizioni, hanno sviluppato uno spirito identitario, condividendo forti sentimenti di solidarietà, come si è potuto apprezzare nei momenti più drammatici della storia italiana.

Se teniamo presente che in appena 165 anni l’Italia ha vissuto tre guerre di indipendenza, due conflitti mondiali, una guerra di liberazione nazionale e, in tempi più recenti, come diceva Sua Eccellenza, gli anni bui del terrorismo e dei tentativi di eversione dell’ordine democratico, sventati grazie anche al servizio di molti servitori dello Stato, ai quali va il nostro più deferente omaggio umano, possiamo essere ora orgogliosi degli enormi progressi compiuti dal nostro Paese.

L’Italia ha infatti affrontato prove pesantissime, alcune anche umilianti, ma ha saputo rialzarsi e guardare avanti.”

Dopo la consegna del prefetto, i Carabinieri del Comando provinciale di Imperia hanno proceduto all’alzabandiera sulle note dell’Inno di Mameli.

La cerimonia si è svolta nella sede dell’Archivio, dove sono stati esposti alcuni documenti storici legati alle celebrazioni del Regno d’Italia e alla nascita delle nuove istituzioni unitarie nelle città di Porto Maurizio e Oneglia, dagli albori dell’Unità d’Italia fino ai primi anni del Novecento.

A cura di Alessandro Moschi

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