Prosegue in Tribunale a Imperia la giornata dedicata agli interrogatori per la morte della piccola Beatrice. Dopo Emmanuel Iannuzzi è stata la volta della madre della bimba, Manuela Aiello. A differenza del compagno, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, la donna ha invece parlato, spiegano gli avvocati Bruno Di Giovanni e Laura Corbetta, che però hanno preferito non dilungarsi troppo su quanto emerso nel corso dell’interrogatorio.
Manuella Aiello “ha risposto a tutte le domande”, dicono i suoi legali
“Aiello Emanuela ha negato ancora di avere mai messo le mani addosso alle sue figlie – dicono i legali -, né a Beatrice né alle altre, e ha detto che in sua presenza non ha assistito a episodi di violenza nei confronti delle sue figlie. Abbiamo preso atto che è stato modificato il capo di imputazione. Purtroppo gli atti su cui si basa questa modifica non ci sono ancora stati forniti, mentre avremmo dovuto averli in previsione dell’interrogatorio, che comunque si è svolto“.
“Aiello ha risposto a tutte le domande del giudice e del pubblico ministero – proseguono -, è emozionata, ha pianto, ma ha reso quella che è la sua versione in maniera completa. Non possiamo entrare nel merito perché il processo vogliamo farlo in tribunale e non vogliamo dar luogo a delle faide sugli organi di stampa tra le posizioni dell’uno e dell’altro. Il capo di imputazione lo conoscete, per cui, se volete trarre qualche conseguenza, magari siete in grado di farlo“.
Aiello, dicono ancora i legali, si sarebbe commossa al ricordo della figlia, ma alle domande dei giornalisti preferiscono chiudersi in un no comment “per non innescare un processo fatto sui giornali invece che in tribunale“.
Sull’innocenza o meno di Manuela Aiello “valuteranno i giudici se il fatto che comunque la bambina abbia subito dei maltrattamenti, anche ad opera eventualmente di terzi, possa chiamare in causa una sua responsabilità di carattere omissivo, avendo lei l’obbligo di protezione della figlia“. Ma lei “esclude di avere mai malmenato le sue bambine o di aver assistito a episodi di percosse nei loro confronti“.
“Questo vale anche sull’abbandono in casa da sole – proseguono -. L’abbandono in casa, chiamiamolo abbandono. Alle volte le bambine sono rimaste da sole in casa, effettivamente“.






