Si terrà il prossimo 5 giugno alle 17.30 alla Biblioteca Civica di Imperia la presentazione di “La Banca Garibaldi”, la riedizione rivista e ricostruita in modo diverso rispetto all’originale del libro firmato da Enzo Ferrari sulle vicende storiche dell’istituto bancario che un secolo fa sconvolse l’economia del Ponente ligure. Ferrari, ex funzionario di banca, nel corso della sua vita ha pubblicato diversi libri di ricerca storica, racconti e poesie.
La Banca M. Garibaldi & C., con sede a Porto Maurizio, era un istituto solidamente radicato nel tessuto economico. Il crollo arrivò l’11 maggio 1926. Un fallimento che travolse quasi 10mila depositanti e trascinò nel baratro altre 68 aziende del territorio. La procedura fallimentare si trascinò per quasi quindici anni, complicata dall’enorme numero di soggetti coinvolti e dalle difficoltà nel recupero dei crediti. Alla fine, i risparmiatori riuscirono a recuperare solo una minima parte di quanto avevano depositato.
Il libro era già uscito nove anni fa e torna ora in una versione aggiornata e rielaborata, per non lasciare nell’oblio una delle pagine più buie della storia economica imperiese.
Enzo Ferrari, qui davanti alla biblioteca, presenta il libro “La Banca Garibaldi”. Non è una prima edizione, come mai ha voluto riscriverlo?
“Prima di tutto perché molti me l’hanno chiesto, di rieditare il libro e, con l’occasione, ho rivisto il testo, ho ampliato il testo, ho aggiunto altri argomenti, altre considerazioni sulla storia di questa importante banca del Ponente ligure, fallita giusto 100 anni fa. In questi giorni ricorre il centenario della dichiarazione di fallimento della Banca Garibaldi”.
Ci puoi dire qualche accenno sulla vicenda?
“Sì, possiamo cominciare proprio da una data: 11 maggio 1926, quando la Banca Garibaldi mette fuori dalle porte la scritta ‘chiuso per lutto’ e da lì comincia la storia. ‘Chiuso per lutto’ perché non era morto nessuno in famiglia, semplicemente era morta la banca.
Quindi era crollato un sistema economico-finanziario che era andato avanti anche positivamente, ovviamente si può dire, soprattutto a cavallo della Prima guerra mondiale e subito dopo, all’inizio degli anni Venti, ma poi, per collusioni, errori di carattere finanziario, prestiti non corretti, conflitti di interesse e tante altre motivazioni, hanno portato al crollo”.
Enzo Ferrari “La Banca Garibaldi”
“L’11 maggio del 1926 la Banca M. Garibaldi & C. dell’allora Porto Maurizio è dichiarata fallita. Da quella data inizia un lungo percorso che vede coinvolti migliaia di depositanti e decine di aziende trascinate nel crac dell’istituto di credito. Il fallimento mette in seria difficoltà un’economia, un tessuto agricolo e industriale già provato dalla Grande Guerra e dall’arretratezza rispetto ad aree più sviluppate del Nord Italia. A cento anni dal dissesto finanziario e a oltre ottantacinque dalla conclusione non particolarmente soddisfacente per i clienti della procedura fallimentare, con questo libro ripercorriamo le vicende che hanno portato al disastro, le reazioni dei depositanti e delle aziende, le conseguenze di comportamenti per nulla trasparenti degli amministratori, delle istituzioni locali e governative che dovevano sorvegliare e non l’hanno fatto. Uno spaccato sociale ed economico di cento anni fa che ha ancora molto da dire. Come ricorda il prof. Zanini, docente di Storia Economica dell’Università di Genova nella prefazione, “la storia della Banca Garibaldi rimane un caso emblematico. È innegabile che ci siano preoccupanti analogie con casi a noi più vicini e recenti”. Tanti i documenti consultati in archivi pubblici e privati, tante le informazioni raccolte, molte le immagini di ditte coinvolte, di luoghi che compaiono nella storia. Enzo Ferrari, con “La Banca Garibaldi”, intende fornire l’opportunità di approfondire quel particolare momento storico attraversato dal fascismo e dalla guerra. Il libro è corredato da nuove immagini, da pubblicità d’epoca, da una ricca bibliografia”.













