Oggi, 31 marzo 2026, scadeva la prima rata della Tari a Imperia, ma per molti cittadini è stata una giornata tutt’altro che semplice.
Le bollette, infatti, sono arrivate a ridosso della scadenza o, in alcuni casi, non sono ancora arrivate, creando non poca confusione e malcontento
Il problema di fondo è la spedizione tramite posta ordinaria: un canale che, notoriamente, non garantisce tempi certi di recapito. Il risultato è che diversi utenti si sono trovati con pochissimi giorni, per organizzarsi con il pagamento.
A questo si aggiunge un’altra criticità segnalata da numerosi cittadini, che hanno inviato anche formali PEC al Comune: il QR code riportato sulle cartelle risulta spesso difficile da leggere. Un disguido tecnico che ha reso difficoltoso procedere al pagamento digitale rapido, vanificando uno degli strumenti pensati proprio per semplificare la vita ai contribuenti. Non mancano poi le polemiche sulla commissione di circa 2 euro applicata sui pagamenti online.
Le nuove scadenze della Tari, lo ricordiamo, quattro rate anziché cinque, con la prima fissata al 31 marzo, erano state introdotte con una modifica al regolamento approvata dalla Giunta nel 2024 e poi votata dal Consiglio Comunale. Una riforma che sulla carta razionalizzava il calendario dei pagamenti, ma che nella sua prima applicazione pratica si è scontrata con evidenti problemi organizzativi.






