29 Aprile 2026 20:54

Imperia: denuncia per minacce all’assessore Oneglio, Sardi all’attacco. “Emergono tutte le contraddizioni della maggioranza”

In breve: La vicenda che coinvolge l'assessore comunale Gianmarco Oneglio, denunciato da una sua ex dipendente per presunte percosse e minacce, portata alla luce in esclusiva dal nostro giornale, continua a far discutere in città.

La vicenda che coinvolge l’assessore comunale Gianmarco Oneglio, denunciato da una sua ex dipendente per presunte percosse e minacce, portata alla luce in esclusiva dal nostro giornale, continua a far discutere in città.

Dopo il silenzio di Palazzo Civico e del sindaco Scajola, arriva ora la presa di posizione del consigliere di minoranza di Alleanza Verdi e Sinistra, Lucio Sardi, che con una nota stampa non si limita al caso specifico ma allarga il tiro sull’intera maggioranza, contestando l’assenza di quel senso dell’opportunità politica che, a suo avviso, dovrebbe guidare chi ricopre incarichi pubblici.

Caso Oneglio, Sardi attacca: “Manca il senso dell’opportunità politica”

La notizia della denuncia mossa a carico dell’assessore Oneglio per un grave atto di sopraffazione e prepotenza violenta, di cui lo stesso sarebbe stato protagonista, ha aperto anche in città un dibattito sull’opportunità politica che dovrebbe guidare chi assume un ruolo pubblico nelle istituzioni.

Va premesso che, a fronte della smentita dell’interessato in merito alle accuse di chi lo ha denunciato, sarà compito delle forze di polizia ed eventualmente della magistratura chiarire i fatti ma, a prescindere dalle eventuali responsabilità penali, qualora l’episodio in sé fosse confermato, l’assessore Oneglio non dovrebbe rimanere un solo minuto in più al suo posto.

Il concetto di “disciplina e onore” nello svolgere il proprio incarico – richiamato dall’articolo 54 della nostra Costituzione – non può infatti essere aggirato appellandosi a quello della presunzione di innocenza di cui all’articolo 27, come d’abitudine cercano di fare certi politici una volta pizzicati a compiere atti che, in paesi più rigorosi (ma per nulla giustizialisti), sono sufficienti a determinare la fine di una carriera politica.

In un sistema democratico moderno – così come previsto, purtroppo invano, dalla nostra carta costituzionale – l’inopportunità politica a compiere determinati atti, da parte di chi assume un incarico pubblico, è già da sé un argine al verificarsi di certe deviazioni e consente di tutelare l’onorabilità e la credibilità delle istituzioni.

Nel nostro paese, lo scarto tra quel principio costituzionale, i comportamenti di certa politica e la schizofrenia di parte dell’elettorato (a Imperia anche di molti peones della politica locale), che alterna periodi di furore giustizialista a fasi di fatalistica rassegnazione (finendo col rivotare o a allearsi con gli stessi che prima processava in piazza) non ha certo aiutato la politica a migliorarsi.

Un piccolo ma molto chiaro esempio corale di come certa politica non colga minimamente il senso dell’opportunità è certamente quello della coalizione che Scajola ha costruito, centimetro dopo centimetro, attorno a sé.

Per dare il “buon esempio” a tutti, lui per primo non si è premurato di riflettere sull’opportunità di candidarsi a sindaco, pur avendo pendente un pesante e imbarazzante procedimento giudiziario per favoreggiamento alla latitanza di un condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, procedimento da cui è uscito – da non molto tempo – con una prescrizione.

Non ha ovviamente valutato l’opportunità a sommare su di se il doppio incarico di sindaco e commissario dell’Ato idrico, portando a compimento la consegna in mano privata della gestione di Rivieracqua, vicenda che la giustizia forse arriverà a sanzionare a tempo (e mandato) scaduto.

Altri esempi dell’inopportunità di questa maggioranza sono emersi dall’abitudine di parenti o esponenti della maggioranza a partecipare a concorsi pubblici negli enti in cui un ruolo un proprio famigliare aveva direttamente o indirettamente.

Una casistica in cui ha svettato la candidatura, andata a buon fine, per il concorso a un incarico di peso e compenso – nella società partecipata Riviera Trasporti – da parte del capogruppo di una delle liste di maggioranza che, per non violarne la privacy, chiameremo Lando A.

Parliamo dello stesso soggetto che – durante un dibattito in consiglio comunale sulla partecipata Go Imperia – tuonava contro le mie critiche all’attuale gestione della società, accusandomi di “sputare nel piatto dove mangiavo“. Accusa motivata dal fatto che in passato, per due anni, ho fatto parte del cda della società (incarico che non avrei potuto ricoprire se fossi stato consigliere comunale) in rappresentanza delle allora minoranze e con lo stratosferico compenso annuo di € 6000 lordi.

Altro esempio di assenza del concetto dell’inopportunità è stato quello della candidatura nelle liste a sostegno di Scajola – in ben due occasioni – del fedelissimo Stefano Pugi, avvenute mentre ricopriva l’incarico di presidente dell’Isah.

L’inopportunità di candidarsi per un ruolo incompatibile con quello di presidente dell’Isah (tanto che una volta risultato eletto in consiglio ha rinunciato) era talmente poco sentita da Pugi, che venne allora beccato a farsi propaganda con l’invio di lettere ai familiari degli utenti dell’istituto, lettere in cui si esprimeva e firmava in qualità di presidente.

Si può poi passare al resuscitato assessore di strada Gagliano, per cui la proposta di fare del dossieraggio ai danni di esponenti dell’opposizione – avanzata in una chat con dentro cani e talpe – era giustificata dalla presenza di messaggi di altri esponenti di maggioranza, a suo dire più gravi.

Per il rinominato assessore, il fatto che la nuova sede del comando della Polizia Municipale fosse stata spostata in un luogo decisamente non comodo e funzionale per i cittadini ma adiacente al suo bar, non pone certo dubbi di opportunità, magari perchè altri han fatto di peggio.

Tornando all’assessore Oneglio, già prima di quanto è emerso in questi giorni, aveva dato dimostrazione che, nei confronti dell’opportunità politica, ha un rapporto simile a quello tra chi soffre di vertigini e il parapendio.

Per Oneglio – e ovviamente il Sindaco – è infatti normale stare in una giunta la quale ha gestito il bando con cui, a tempo di record, si sono rinnovate per trent’anni (quasi sempre agli stessi gestori precedenti, tra cui lui) le concessioni balneari cittadine. Una procedura di assegnazione verso cui l’autorità nazionale per la concorrenza ha fatto ricorso lamentando proprio il fatto che non consentisse adeguate condizioni di partecipazione a nuovi soggetti che non fossero precedentemente assegnatari.

Non meno evidente è l’inopportunità che, oggi, il consorzio degli stabilimenti balneari a cui la società dell’assessore è associata, abbia presentato un molto criticabile progetto di revisione del tratto di costa della Marina, che prevede opere impattanti e su cui ovviamente la giunta comunale ha dato il via libera.

Come premesso, al momento in nessuno di questi episodi è rinvenibile o è stato accertato – anche per i casi su cui alcune inchieste giudiziarie sono state avviate – alcun illecito.

E’ però evidente che – se si ha a cuore, per l’onorabilità delle istituzioni, l’importanza del principio sancito dall’articolo 54 della nostra carta costituzionale – per i protagonisti degli episodi citati, l’unica opportunità che hanno ritenuto di cogliere sembra essere stata quella di prendersi un incarico e non mollarlo a nessun costo”.

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