2 Maggio 2026 21:55

Caso biodigestore: interviene l’avvocato Giuseppe Maria Gallo, difensore di Russo: “Estraneo a ogni addebito. Fu lui a provocare la revoca del finanziamento”.

In breve: Nella sua difesa Russo rivela che "Avalon predispose la domanda di finanziamento prima di averne incarico dalla Provincia"

A seguito degli sviluppi circa la conclusione delle indagini della Procura Europea in merito al mancato finanziamento per il biodigestore di Taggia, dopo l’avvocato Elisabetta Busuito, difensore del presidente della Provincia Claudio Scajola, ora interviene l’avvocato Giuseppe Maria Gallo, difensore dell’ex dirigente provinciale Michele Russo.

Nella sua difesa Russo rivela che “Avalon predispose la domanda di finanziamento prima di averne incarico dalla Provincia”

Scajola e Russo sono indagati insieme a Riccardo Demicheli, patron della Avalon Srl, società di consulenze di Piacenza.

Spiega l’avvocato Giuseppe Maria Gallo: “Le contestazioni rivolte riguardano la tentata indebita percezione di erogazioni pubbliche e l’attestazione circa la conformità dell’impianto relativamente ai principi inerenti in finanziamento con il Pnrr.

Intanto segnaliamo che Michele Russo ha avuto contatti limitatissimi, massimo due o tre incontri con il co-indagato Demicheli, soggetto apicale di Avalon, società che avrebbe predisposto la documentazione atta ad acquisire i fondi del Pnrr.

Russo evidenzia che Avalon ha predisposto la domanda di finanziamento per il biodigestore in assenza di incarico. Siamo nel febbraio 2022. La domanda è stata insomma presentata dal Demicheli come se fosse un privato cittadino.

Russo è sempre stato prudente nei riguardi della Avalon e di Demicheli, cercando anche di evitarlo, poiché sembrava persona poco addentro sotto il profilo tecnico. E’ vero che il Russo era all’epoca Rup del settore Ambiente, ma non era Rup del finanziamento. Infatti egli non si è mai interessato della pratica di finanziamento, svolgendo soltanto attività di carattere tecnico,
ma sempre genericamente, poiché all’epoca il progetto non era assolutamente definito. C’era un progetto di massima e poi Russo ha saputo della pratica di finanziamento solo dopo la sua presentazione.

Il Russo, in realtà, acquisisce contezza del progetto nel 2023, quando gli è stato chiesto di fare una scheda tecnica relativa ad una dichiarazione di compatibilità dello stesso progetto ai finanziamenti concessi con il PNRR.

Il parere dell’ufficio di Russo però era generico, perché non riguardava soltanto il Russo, ma il suo ufficio in generale ed era impossibile in quella fase fare di più, perché non esisteva il progetto definito nei suoi particolari.

Russo, peraltro, ha rifiutato, e questo è importante, di chiedere un anticipo del 30% sul finanziamento, cosa che gli era stata chiesto di fare. Russo ha revocato poi l’incarico di supporto al RUP che era stato dato a De Micheli nel 2023.

In buona sostanza, Russo ha elaborato la nota del 2024 in cui riferiva l’incompatibilità del progetto con i principi di finanziabilità del PNRR. Non solo, ma a seguito della revoca del finanziamento che era stato richiesto da Avalon, è stata posta in essere la restituzione da parte dell’Avalon di quasi tutta la somma che era stata conferita a titolo di incarico professionale dalla provincia alla Avalon stessa.

Dunque, un quadro assolutamente idoneo a ritenere il Russo totalmente estraneo da ogni addebito, per avere concretamente condotto alla revoca del finanziamento relativamente al PNRR e alla restituzione della somma che all’Avalon era stata pagata a titolo di consulenza”.

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