7 Maggio 2026 13:48

Imperia, Giornata Mondiale del Parkinson. Amoretti: “L’importanza dell’attività fisica e dell’alimentazione non va sottovalutata”/ Foto e video

Si è svolto questa mattina, sabato 11 aprile 2026, in occasione della Giornata mondiale del Parkinson, un importante convegno dedicato alla conoscenza e alla sensibilizzazione sulla Malattia di Parkinson.

L’iniziativa, promossa dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Imperia, con il patrocinio della Prefettura e del Comune di Imperia, oltre al supporto dell’associazione Progetto Benessere Parkinson A.P.S, ha voluto offrire un quadro aggiornato sugli aspetti clinici, terapeutici e assistenziali della malattia, favorendo al tempo stesso un dialogo diretto tra esperti e cittadini.

Tra i relatori della mattinata ci sono stati: la Dott.ssa Maria Laura Ester Bianchi, la Dott.ssa Laura Amoretti, il Dott. Nicolò Donati, l’Ing. Christian Rigardo, il Sig. Roberto De Angeli e la Prof.ssa Angela Fogliato.

Tra i temi affrontati, l’attività fisica ha occupato un posto centrale. «L’attività fisica fa bene a tutti, è consigliata per tutti — ha spiegato il dottor Nicolò Donati — ma per i malati di Parkinson diventa proprio parte della terapia. È fondamentale per tenere sotto controllo i sintomi e il progredire della malattia».

Spazio anche all’alimentazione, con l’intervento della dottoressa Laura Amoretti. «L’approccio nutrizionale è interessante per la gestione di questa malattia — ha dichiarato — l’alimentazione è importante sia nella prevenzione che nella gestione della malattia, anche nelle fasi di neurodegenerazione più avanzata». Un consiglio pratico per chi segue la terapia con levodopa, il trattamento gold standard per il Parkinson: «È fondamentale mangiare le proteine lontano dalla terapia, in modo da massimizzarne l’efficacia».

Una delle note più curiose della mattinata è arrivata dall’ingegner Christian Rigardo, segretario dell’associazione Progetto Benessere Parkinson, che ha chiuso i lavori con un intervento dedicato al cioccolato. «Sono stati fatti studi, che continuano a essere sviluppati da più di trent’anni, che dimostrano gli effetti molto importanti della cioccolata — e nello specifico della teobromina — nella malattia di Parkinson — ha spiegato Rigardo — non è un farmaco, sicuramente non si può dire che è una cura, ma da questi studi si può dire che è qualcosa che aiuta i malati». Un messaggio che Rigardo ha voluto portare anche per il suo valore emotivo: «La cioccolata piace a tutti, e volevo diffondere questa notizia con un fattore positivo».

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