7 Maggio 2026 07:30

Imperia, il PD punta il dito contro le scelte dell’amministrazione: “Abbattere alberi in funzione dei cantieri è una scelta politica precisa”

Critiche alla gestione urbanistica e al verde pubblico arrivano dal circolo cittadino del Partito Democratico. In un comunicato, la segreteria punta il dito contro le scelte dell’amministrazione, contestando in particolare l’abbattimento di alberi a Borgo Prino e denunciando l’assenza di una pianificazione strutturata per lo sviluppo della città.

“Tamerici salmastre ed arse”. Così declamava D’annunzio nella sua celebre “La pioggia nel pineto”. Forse per questa presentazione non proprio da cartolina il “nostro” avrà deciso di rimuovere gli alberi di Borgo Prino, oggi sostituiti da palme che, quanto ad ombra, lasciano moltissimo a desiderare.

Ma non vogliamo attaccarci alla rimozione di una quindicina di alberi per contestare le scelte dell’amministrazione, perché ci sarebbero ben altre decisioni assurde su cui soffermarci.

È anzitutto una questione di metodo, come ha ben sottolineato la consigliera Bellotti: “Continuare ad abbattere alberi in funzione dei cantieri è una scelta politica precisa, che considera il verde urbano come un ostacolo e sacrificabile anziché una priorità”.

E più di tutto colpisce la precisa volontà di sostituire qualunque tipo di pianificazione, anche la più banale, con intuito (!) e improvvisazione. Imperia non è soltanto al 100mo posto in Italia (su 107!) per le aree verdi ma è l’unico capoluogo ligure senza un Piano Urbanistico Comunale, non ha un Piano del Verde, non un Piano del Traffico, non un Piano della Mobilità sostenibile.

Nulla. Nascono supermercati, infrastrutture, nuove strade, ciclabili a pettine senza la minima programmazione. Si realizzano piani dell’abitare senza neppure un alloggio per chi cerca casa o parcheggi davanti alle zone più delicate e belle della costa al posto di spazi verdi.

Il generoso credito della Regione alimenta un cantiere infinito di opere scollegate e ridondanti, mentre nei centri storici le serrande chiudono per lasciare il posto a una miriade di supermercati.

Più che IM-compiuta la città sembra IM-provvisata. E si avvia stancamente alla fine di questo decennio, orfana persino del titolo di “città con il miglior clima d’Italia”. Quello meteorologico, sia chiaro…

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