3 Maggio 2026 17:06

Sandro Pertini cittadino onorario di Imperia, esulta il consigliere Verda: “Simbolo di un’Italia che sa essere unita nei momenti decisivi”

In breve: Votata all'unanimità la mozione presentata dal consigliere PD e sottoscritta dalla collega Bellotti

Esulta il PD imperiese per l’attribuzione della cittadinanza onoraria a Sandro Pertini, avvenuta nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale. La mozione, che la Maggioranza ha integrato con l’attribuzione di un’altra cittadinanza onoraria ad Alcide De Gasperi, è stata presentata dal consigliere PD Edoardo Verda e sottoscritta dalla collega Deborah Bellotti e votata all’unanimità dal Consiglio.

Pertini non è stato soltanto uno dei Presidenti più amati della Repubblicaha commentato Verda sui suoi profili social. È stato un antifascista perseguitato, un partigiano, un uomo che ha rischiato la vita per la libertà. In lui si incarna la storia migliore della Repubblica italiana.
E per Imperia non è mai stato distante. Il 16 novembre 1980 venne qui, nella nostra città, per consegnare la
Medaglia d’Oro al Valor Militare alla nostra provincia. Un riconoscimento al sacrificio di oltre 1200 caduti, dei deportati, delle vittime di stragi e persecuzioni.

Donne e uomini che con i loro corpi hanno pagato il prezzo della libertà che oggi viviamo. Un prezzo che non possiamo permetterci di dimenticare. Per me questo voto ha avuto anche un significato personale. Vengo da una famiglia di partigiani bianchi e rossi.
Diversi nelle idee, uniti da ciò che contava davvero: la scelta antifascista, la dignità, la libertà. È questa l’Italia che Pertini rappresenta: un’Italia che sa essere
unita nei momenti decisivi. Ricordarlo oggi credo non debba essere un atto rivolto al passato, ma al futuro.

Credo debba essere il modo con cui diciamo ai più giovani che questa città sa riconoscere i
suoi riferimenti morali
. Che sa distinguere chi ha servito le istituzioni da chi le ha semplicemente occupate. Che sa ancora inchinarsi, con rispetto e gratitudine, davanti a chi ha combattuto perché noi potessimo discutere liberamente, pensarla diversamente, senza avere paura. Spero che lo spirito con cui ha ottenuto il
consenso unanime non sia un’adesione di circostanza ma una scelta piena, consapevole. Perché non si sia compiuto un rito, ma un’affermazione di quale memoria vogliamo onorare e quale futuro vogliamo costruire”.

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