Grande partecipazione questa mattina alla Biblioteca Civica “L. Lagorio” di Imperia per la giornata di approfondimento dedicata al campo di transito di Bolzano, uno dei nodi più bui della macchina repressiva nazista in Italia.
Presenti tantissimi studenti dei licei e degli istituti superiori del territorio, insieme a docenti universitari, avvocati e rappresentanti delle associazioni locali
L’incontro, organizzato dall’ANED con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Imperia, ha ripercorso la storia del lager attraverso proiezioni video e l’analisi dei procedimenti penali che portarono alla condanna all’ergastolo di Michael Seifert. Gli studenti hanno letto dal vivo le testimonianze dei sopravvissuti: i coniugi Visco Gilardi, Anna Buffulini e Carlo Venegoni.
“È una giornata importante – dice la presidente di ANED, Anna Maria Peroglio – perché abbiamo avviato già da circa tre anni con l’Università di Genova una serie di processi come quello di Norimberga, il processo alla Risiera di San Sabba e questo è il processo che riguarda il lager di Bolzano. Il lager di Bolzano è un lager importante in cui c’è stata una resistenza interna collegata direttamente al CNL di Milano e con gli antifascisti di Bolzano. Molti dei fondatori dell’ANED hanno avuto esperienze in questo lager”.
“L’ANED di Imperia si propone di crescere e diventare una sezione che faccia sempre più divulgazione, informazione – prosegue Cinzia Balestra, vicepresidente ANED Imperia – ma anche che abbia una base scientifica come quella di oggi, con una collaborazione attiva con le altre associazioni del territorio e con l’Università di Genova, allargata anche agli altri contesti socioculturali. Ecco, questo è l’obiettivo”.
“È un grande onore, come docente dell’Università del Piemonte Orientale, essere stato invitato a questo importantissimo incontro – ha concluso Alessandro Provera, associato di Diritto Penale – perché io partecipo oggi come penalista, quindi cercherò di tracciare il filo dei processi a Bolzano e del processo alla Corte Militare di Verona a carico di Misha Seifert. Però l’importante in queste occasioni è quello non tanto di dare le coordinate giuridiche del caso, ma di fare memoria esatta di questi avvenimenti affinché non si ripetano più, soprattutto per le nuove generazioni, che a differenza nostra non hanno avuto la fortuna di confrontarsi con dei familiari che avevano un ricordo vivo, drammatico, di queste vicende che hanno segnato il nostro Novecento e non solo”.
Spiega Giovanni Rainisio, presidente dell’Istituto Storico di Imperia: “Innanzitutto, sono anni che si cerca di accendere i riflettori su questa vicenda dei campi di concentramento, sugli internati nella nostra provincia in Germania durante l’ultima guerra mondiale. Noi abbiamo fatto molti libri, molti studi e abbiamo dato un contributo notevole alla conoscenza della realtà dei deportati nei campi di concentramento. Nella nostra provincia sono circa 1800 tra militari, civili, politici e purtroppo anche ebrei, e quindi abbiamo come istituto approfondito la questione. Oggi diamo un contributo con l’ANED alla riflessione insieme agli studenti, insieme all’università, perché è importante capire come erano anche organizzati i campi di concentramento, come erano in rete tra loro in tutta Europa e come uno Stato sovrano, come era allora la Germania, ha organizzato scientificamente la deportazione da tutta Europa nei campi di concentramento”.
A cura di Alessandro Moschi















