25 Aprile 2026 09:00

Inchiesta biodigestore: la Procura Europea ascoltò il capo dipartimento del Ministero dell’Ambiente. Il preludio alla revoca del finanziamento

In breve: Il 16 ottobre 2024 a Milano fu ascoltata per tre ore la funzionaria del Ministero dell'Ambiente. Dopo una settimana partì la procedura di revoca del finanziamento

Il 16 ottobre del 2024 nell’ufficio di Milano della Procura Europea il Pm Adriano Scudieri, che guida l’inchiesta sul mancato finanziamento al biodigestore di Colli a Taggia, ascolta per tre ore come persona informata sui fatti l’ingegner Laura D’Aprile, capo dipartimento per lo Sviluppo sostenibile del Ministero dell’Ambiente.

Il 16 ottobre 2024 a Milano fu ascoltata per tre ore la funzionaria del Ministero dell’Ambiente. Dopo una settimana partì la procedura di revoca del finanziamento

E’ il preludio alla revoca del finanziamento da oltre 6 milioni e 400 mila euro di fondi Pnrr per il biodigestore. La lettera di avvio della procedura alla Provincia di Imperia sarà infatti inviata una settimana dopo, il 23 ottobre, mentre la revoca definitiva giungerà ai primi del successivo mese di dicembre.

Laura D’Aprile riferisce subito che “per la domanda di erogazione presentata dalla Provincia di Imperia inerente all’impianto di Colli di Taggia non vi è stata ancora nessuna erogazione perché si stanno verificando alcune problematiche tecniche”.

Nella vicenda anche il Comune di Imperia: due domande al bando, una finanziata e una esclusa

Spiega anche che: “Dalle verifiche che ho effettuato risulta che a questo bando ha partecipato il Comune di Imperia con due domande, una della linea raccolta differenziata con un contributo concesso di 893.000 circa e un’altra della stessa linea che però si è collocata in posizione non utile in graduatoria.

La Provincia di Imperia ha invece presentato domanda per lo stesso tipo di impianto con due diversi identificativi, per realizzazione di impianti di valorizzazione recupero rifiuti organici e verdi). La prima domanda è stata esclusa perché identica alla seconda. Infatti il 14.09.2022 la Provincia di Imperia ci ha comunicato che trattandosi della stessa richiesta, la prima presentata poteva ritenersi esclusa. È rimasta quindi come domanda di partecipazione quella con identificativo 9.09 datata 14.02.2022″.

La funzionaria del ministero ribadisce anche i concetti di divieto di doppio finanziamento e sulla coerenza del progetto con il principio DNSH, ovvero di non arrecare danni all’ambiente, principio fondante di tutti i finanziamenti comunitari

La D’Aprile spiega poi il meccanismo di caricamento online delle documentazioni dei bandi su una specifica piattaforma del Ministero, sottolineando che “non era quindi richiesta alcuna ulteriore produzione documentale di carattere tecnico, quali progetti o disegni, venendo valutata dalla commissione anche la mera autocertificazione e dichiarazione del progetto per il quale si chiedeva il finanziamento e che veniva caricata sulla piattaforma GEA”.

Spiega la funzionaria al Pm Scudieri: “I richiedenti avrebbero potuto caricare ulteriore documentazione che sarebbe stata valutata dalla commissione ai fini del punteggio, ma si trattava di una facoltà. D’altronde in questi casi i controlli sulla veridicità di quanto attestato sono sempre successivi, in caso di erogazione, mentre la commissione non è tenuta ad effettuare verifiche o controlli su quanto attestato dal richiedente. Faccio notare peraltro che tutti questi impianti sono soggetti ad autorizzazione da un punto di vista ambientale dall’ente territoriale. Allegata alla documentazione vi era anche una attestazione della Regione Liguria sulla coerenza della proposta con la pianificazione regionale”.

Sulla base dei documenti caricati in piattaforma, “nella graduatoria è stato dato al progetto della Provincia di Imperia un punteggio di 77,33 su 100. In particolare è stato riconosciuto quale significativo il criterio B3 sulle quantità trattate (punteggio 15/15 ovvero il massimo), avendo affermato la Provincia di essere in grado di trattare tutti i quantitativi prodotti nell’ambito del bacino di utenza interessato che comprendeva un’area molto estesa ovvero tutta l’area omogenea imperiese. La descrizione del progetto era di un impianto a ciclo integrato per la produzione di compost ed energia elettrica da biometano e biogas”.

Sulla base del punteggio attribuito dalla commissione venne quindi elaborata la graduatoria prima provvisoria poi definitiva. Il progetto venne quindi ammesso al finanziamento con un contributo di euro 6.441.488. Successivamente sono stati chieste dal dipartimento PNRR ulteriori attestazioni.

Il 31.12.2024 il RUP chiese di realizzare una modifica del cronoprogramma di realizzazione, che venne approvata perché non inficiava i termini finali.

La D’Aprile spiega poi che “il 19.04.2023, la Provincia di Imperia ha inviato al Ministero una missiva chiedendo un incontro, attestando che l’impianto rientrava in una più ampia procedura di project financicing e che l’impianto beneficiario del contributo sarebbe stato comunque realizzato a fianco del nuovo impianto integrato di trattamento. La richiesta di incontro è stata poi sollecitata il 7.09.2023. A queste richieste non è peraltro seguito alcun riscontro da parte del Ministero e del mio dipartimento in particolare.

Il 26.08.2024 il presidente della Provincia ha inviato un’ulteriore missiva chiedendo un incontro ed accennando questa volta alla impossibilità di rendere l’impianto finanziato con PNRR funzionalmente autonomo rispetto a quello più ampio finanziato con risorse private. Alla istanza veniva allegata una planimetria con delle parti colorate da cui non si capiva esattamente il problema. La provincia comunque in tale missiva non ha dichiarato il venir meno dei presupposti per la partecipazione al bando. Abbiamo chiesto ulteriori chiarimenti con nota del 19.09.2024″.

Prosegue Laura D’Aprile: “Il 1.10.2024 è pervenuta l’ultima, per ora, comunicazione dalla Provincia, a firma del RUP Ing. Michele Russo. Nella stessa si dà conto di come il progetto risulta sviluppato nel rispetto dei principi europei e del criterio DSNH. Alla stessa, peraltro, è allegato un documento denominato “nota integrativa sulla descrizione impianto” con indicazione “aprile 2023” a firma dell’Ing. Vladimiro Rotisciani per la ditta ICARIA (società di consulenza della IDROEDIL) e del dott. geol. Castellano Carnevale Roberto nel quale si rappresenta come necessario un approfondimento tecnico sul rispetto dei criteri DSNH in quanto l’impianto comunque prevede uno scarto residuale in discarica e la produzione di CSS per il recupero di energia.

Il progetto del biodigestore, se conosciuto subito nella sua interezza, non sarebbe stato dichiarato ammissibile dal Ministero

Faccio presente che, come ho già precisato, la discarica e gli impianti di recupero energetico sono esclusi dal bando e che non rispettano i criteri DSNH.

Alla luce di questo ulteriore documento è mia personale opinione che siano venuti meno i presupposti del beneficio concesso. Intendo pertanto istruire la pratica per la revoca del beneficio in graduatoria. Preciso ulteriormente che se fosse stato rappresentato fin dall’inizio che il progetto complessivo oggetto di finanziamento prevedeva la realizzazione di una discarica e la produzione di CSS per la termovalorizzazione (ovvero per il recupero energetico), tale progetto non sarebbe stato ammesso a finanziamento, ovvero non sarebbe nemmeno entrato in graduatoria o meglio sarebbe stato dichiarato inammissibile. La parola “discarica” è stata utilizzata per la prima volta nella missiva del 1 ottobre citata”.

A cura di Andrea Pomati

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