I Carabinieri Forestali di Ventimiglia hanno scoperto un’officina meccanica abusiva, dove un uomo esercitava attività di autoriparatore senza alcuna autorizzazione e con un accumulo di rifiuti speciali pericolosi.
Il blitz risale al 13 febbraio 2025. All’interno dei locali, al piano seminterrato di uno stabile, i militari hanno trovato “un ingente quantitativo di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, riconducibili all’attività condotta all’interno dei locali: veicoli fuori uso, pneumatici fuori uso, plastiche, metalli, olii esausti“. In più, il titolare non era in grado di mostrare né l’iscrizione alla Camera di Commercio né il registro di carico e scarico dei rifiuti.
L’uomo ha provato a giustificarsi sostenendo che si trattasse di un semplice hobby, portando anche documentazione a supporto
Ma i Carabinieri Forestali non ci hanno creduto: la presenza di attrezzature professionali come “ponte sollevatore, macchina smonta gomme, compressori” e di “numerosi motoveicoli ed autoveicoli“, molti dei quali di proprietà di terze persone, rendeva evidente che l’attività fosse tutt’altro che amatoriale.
Nella loro risposta alla Provincia, emerge che il l’uomo “fosse titolare ed esercitasse attività di fatto imprenditoriale/artigianale di autoriparatore, anche se non registrata e sconosciuta al fisco“.
La Provincia di Imperia, con provvedimento dirigenziale del 29 aprile 2026, ha così confermato la sanzione: 4.133,33 euro, cui si aggiungono le spese di notifica per un totale di 4.135,33 euro, da pagare entro 30 giorni. In caso contrario scatterà la riscossione forzata.






