16 Maggio 2026 12:42

Imperia: il patrimonio storico dell’archivio del Duomo di Porto Maurizio torna alla luce. “Il più grosso della Diocesi dopo quello di Albenga” / Foto e video

In breve: Questa mattina al Museo Navale la presentazione dei documenti ritrovati grazie al lavoro dell'Archivio Storico Diocesano su impulso di Rotary e Zonta Club

Un piccolo grande tesoro riemerge dai documenti dell’Archivio Storico Parrocchiale del Duomo di Porto Maurizio. A presentarli questa mattina all’auditorium del Museo Navale di Imperia sono state la Direttrice dell’Archivio Storico della Diocesi di Albenga-Imperia, Alma Oleari, la storica dell’arte e schedatrice Roberta Bani e l’archivista e schedatrice Rebecca Cutillo. L’iniziativa, che ha visto anche la collaborazione di Luca Miotti, nasce su impulso delle sezioni imperiesi del Rotary Club e dello Zonta Club e ha ricevuto il patrocinio del Comune di Imperia.

Questa mattina al Museo Navale la presentazione dei documenti ritrovati grazie al lavoro dell’Archivio Storico Diocesano su impulso di Rotary e Zonta Club

“Un’iniziativa molto importante – commenta il vicesindaco di Imperia, Giuseppe Fossati – portata avanti da Rotary Club e da Zonta Club Imperia, a cui il Comune d’Imperia ha dato giustamente il patrocinio, perché il recupero degli archivi delle diocesi, e nello specifico del Duomo di Porto Maurizio, consentirà di avere un numero di documenti importanti per costruire la storia della nostra comunità. Come sappiamo, gli archivi delle parrocchie sono sostanzialmente l’archivio che documenta tutta l’evoluzione della comunità nei secoli; fino all’istituzione del registro di stato civile, sostanzialmente solo in questi archivi c’è la possibilità di ricostruire le nascite, i matrimoni, le morti e tutta l’evoluzione della comunità”.

Erano documenti che giacevano nella soffitta del Duomo – prosegue il Presidente del Rotary Club Imperia, Domenico Muratorio -. Grazie a una visita che il dottor Giacomo Pongiglione, mio precedente assessore come Presidente Rotariano, abbiamo fatto all’archivio storico, ne siamo venuti a conoscenza. Abbiamo finanziato una prima tranche di recupero e fortunatamente proprio è capitato il fagiolo: lo Zonta Club Imperia ha finanziato una borsa di studio per le ricercatrici che ha permesso di completare lo studio di tutto l’archivio. È una cosa importante perché la nostra storia fa comprendere come eravamo allora, però fa comprendere come siamo diventati. E quindi è un passaggio che a noi riempie di orgoglio, perché si tratta di Porto Maurizio”.

È stato un nostro service ed è stato un nobile service – aggiunge la Presidente dello Zonta Club Imperia, Alessandra Brunengo – , anche perché immediatamente, insomma, anche noi siamo stati invitati, come diceva prima l’ingegnere muratorio del Rotary, con il quale appunto è stato fatto questa sorta di service comune. Anche noi siamo stati invitati all’archivio del Museo Diocesano per la visita, diciamo, di questi importanti documenti storici e appunto ci è stato richiesto un’eventuale collaborazione economica per il recupero dell’archivio del Duomo di Porto Maurizio. È stato subito, subito siamo stati interessati a questa cosa e lo abbiamo fatto sotto forma di borsa di studio, perché la mission dello Zonta è quella di favorire, diciamo così, le donne. E quindi è stata data la borsa di studio ad una giovane e brillante archivista per il recupero di questi beni. È stato un service importante proprio perché nelle teche, nei documenti delle parrocchie, si trovano tutte le memorie del nostro passato. Quindi tutti gli atti di nascita, gli atti di morte, gli atti amministrativi del popolo cosiddetto comune sono archiviati in questi importanti documenti, questi importanti musei. Quindi è bellissimo, è stato veramente interessante cercare di recuperare questa parte, una piccola parte, però sempre importante, dell’Archivio del Duomo di Porto Maurizio“.

Noi oggi racconteremo, soprattutto le mie colleghe racconteranno cosa hanno trovato in questi più di 11 metri lineari di documenti – spiega la Direttrice dell’Archivio Storico della Diocesi di Albenga-Imperia, Alma Oleari -. È il più grosso che c’è nella diocesi di Albenga-Imperia, dopo quello della cattedrale di Albenga. Quindi capite di cosa stiamo parlando: un valore inestimabile. E ci raccontano cosa hanno trovato, soprattutto che cosa: restauri, fondazioni della Chiesa, documenti che ancora non erano stati pubblicati. Infatti il mio desiderio, dopo questa conferenza è quello di fare una pubblicazione su questi documenti, perché come l’abbiamo fatta per il capitolo di Albenga, mi piacerebbe farla anche per il capitolo di Imperia”.

La documentazione è veramente corposissima – aggiunge Rebecca Cutillo -, abbiamo trovato veramente tantissime notizie e informazioni molto rilevanti: acquisti di opere d’arte, grandi eredità di personaggi molto importanti di Imperia e Porto Maurizio che sono servite a sovvenzionare realtà locali. Diciamo che questo fondo parrocchiale non parla solo della vita religiosa di Porto Maurizio, ma proprio della comunità, di tutte le persone di questa parrocchia, e dati anagrafici, tantissimi dati anagrafici importantissimi”.

Ovviamente oggi non riusciremo ad approfondire tutto ciò che è stato trovato nel fondo – prosegue Roberta Bani -, chiaramente, quindi ci sarà un focus principalmente su quello che è appunto la cattedrale, cioè la chiesa parrocchiale, e alcuni elementi sull’altare e le sculture, una scultura in particolare, quella di Anton Maria Maragliano, che ovviamente abbiamo tenuto a sottolineare proprio perché era uno dei grandi artisti della nostra regione, in particolare anche del nostro territorio. Però è chiaro che, per chiunque abbia piacere e intenzione, invitiamo a venire all’archivio storico diocesano di Albenga, che ha sede all’interno della Curia Vescovile, e invitiamo ad approfondire i documenti, in particolare a far ricerca, perché è chiaro che anche quando facciamo schedatura quello che noi possiamo fare è chiaramente una lettura, diciamo, un po’ sommaria; comunque non abbiamo il tempo di guardare tutto nello specifico, però ovviamente invitiamo gli storici ad approfondire”.

A cura di Matteo Cantagallo

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