Il Consiglio Comunale di Imperia ha approvato l’istituzione del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. Eletto dal Consiglio stesso, resterà in carica per 5 anni.
A illustrare la pratica è stata l’assessore Laura Gandolfo
“Questa pratica – spiega l’assessore Gandolfo– vuole istituire e disciplinare il garante dei diritti delle persone detenute del Comune di Imperia. C’è una normativa nazionale che lascia agli enti locali di istituire questa importante figura, che rafforza la tutela dei diritti delle persone: diritto alla salute, alla formazione, al recupero delle persone che vengono detenute a seguito di sentenze di condanna.
Le funzioni sono di vigilanza, ascolto, mediazione. Deve contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone detenute nel carcere di Imperia. È un regolamento snello, già ampiamente discusso in Commissione. Con l’articolo uno si definisce quindi questo garante. Sarà esteso anche ad altri tipi di condanne come ad esempio i domiciliari o simili.
Il Consiglio Comunale elegge il garante. Si relaziona al Consiglio in merito alla propria attività e trasmette la relazione entro il 31 dicembre di ogni anno”.
Vengono quindi illustrati due emendamenti: il primo, presentato dal consigliere Lucio Sardi, propone tra l’altro una durata dell’incarico inferiore ai cinque anni e l’assenza di qualsiasi retribuzione, sottolineando che “deve essere una figura libera e volontaria“. Il secondo, a firma del consigliere Luciano Zarbano, interviene invece sul piano tecnico, proponendo una riorganizzazione complessiva del regolamento.
Dopo gli interventi sulla pratica, replica l’assessore Gandolfo:“Mi spiace Sardi ha perso l’ennesima occasione, invece ha guardare nella stessa direzione, ha dovuto metterci un po’ una vena polemica politica. Questa pratica era sul mio tavolo da molto tempo. In occasione del Garante degli anziani l’abbiamo tirata fuori. Le parole divisive non portano da nessuna parte. Credo che sia una pratica importante, un atto di civiltà. C’è una difficoltà assoluta nell’inserire ex carcerati nella vita sociale”.
Sardi ribatte:“Io voto favorevolmente a questa pratica, l’ho promossa e ho fatto delle proposte. Cosa ci trova di divisivo? Perchè faccio delle proposte? È utile”.
Si è quindi proceduto alla votazione del primo emendamento, presentato dal consigliere Lucio Sardi, che è stato respinto con 12 voti contrari. È stato poi il turno del secondo emendamento, a firma del consigliere Luciano Zarbano, anch’esso respinto con 10 voti contrari.
La pratica nel suo complesso è stata infine approvata all’unanimità.






