19 Maggio 2026 19:40

Esclusiva Imperiapost: “I come Intelligence”, informazione o vetrina? Il nostro viaggio nella mostra contestata / Foto

In breve: Il resoconto della mostra multimediale itinerante ospitata dal Ruffini e promossa da MIM e Presidenza del Consiglio

Si è svolta questa mattina davanti all’ingresso dell’I.I.S. “Ruffini” di Imperia una protesta contro la mostra “I come Intelligence”, ospitata nella palestra dell’istituto. L’iniziativa, promossa dalla Presidenza del Consiglio tramite il DIS (Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza ) e dal Ministero dell’Istruzione, ha l’obiettivo dichiarato di avvicinare gli studenti delle scuole superiori al mondo dell’Intelligence italiana, promuovendo attività formative e divulgative. (Qui la spiegazione ufficiale del DIS).

Di diverso avviso USB, il Comitato No Riarmo Imperia e alcuni semplici cittadini, che hanno organizzato un volantinaggio per contestare l’iniziativa, definita un segnale di crescente militarizzazione delle scuole, ribadendo la necessità di difendere la scuola come luogo di pace, democrazia e libertà di pensiero.

Imperiapost ha avuto accesso esclusivo alla mostra. Questo è il nostro resoconto.

Il resoconto della mostra multimediale itinerante ospitata dal Ruffini e promossa da MIM e Presidenza del Consiglio

Il cronista di Imperiapost è accolto nell’aula magna da un signore alto, elegante. Ha i capelli bianchi, un completo blu e quello che pare un accento romano. Non vuole svelare il suo nome (Se lo dico poi lo scrive“, ci dice in disparte, spiegando di essere un rappresentante della Presidenza del Consiglio), ma sulla sua camicia si scorgono cucite delle iniziali, che ci paiono “B.B.”.

Nell’aula, intanto, uno sparuto gruppo di studenti assiste a una presentazione Power Point. A illustrare le immagini è una donna sulla trentina, che nel momento in cui entriamo sta mostrando una cartina geografica dello stretto di Hormuz.

Non siamo autorizzati a rilasciare dichiarazioni” spiega BB, che però si presta con gentilezza a riproporre da capo la presentazione a cui gli studenti hanno appena assistito.
Sopra una grande “I”, che BB ci spiega essere la mascotte “Int” (diminutivo di “Intelligence”), inizia a muoversi un aggeggio che inizialmente pare essere un ventilatore, ma che presto si rivela un proiettore 3D.

A comparire è proprio Int che introduce al pubblico il tema della presentazione e sottolinea l’importanza della preparazione e dello studio, elementi imprescindibili per la sicurezza di un paese. Sicurezza è libertà” è lo slogan proposto dalla mascotte al termine del suo discorso.

Arriva poi il turno del Power Point. Per prima cosa scopriamo l’origine del termine “Intelligence”, che deriva ovviamente dal latino: “Intus + leggere”, ovvero “leggere dentro“. “È il complesso degli organismi informativi del Paese – si legge nella slide -. È l’attività di ricerca ed elaborazione di informazioni per la sicurezza. È il prodotto realizzato elaborando notizie e dati per sostenere le decisioni in materia di sicurezza nazionale“. L’intelligence, ci mostra BB, lavora nei limiti imposti dall’autorità politica, dalla Costituzione e dalle leggi.

Il lato informativo a questo punto lascia spazio a un contenuto più emotivo. Sullo schermo appaiono un paio di scene di “Ma cosa ci dice il cervello?”, film del 2019 con Paola Cortellesi. Nella prima scena la vediamo in un ristorante con un’amica che le parla con entusiasmo del suo lavoro. Il personaggio di Cortellesi è in evidente imbarazzo, prova a dire qualcosa a proposito del suo impiego ministeriale, ma viene trattata con sufficienza. La scena successiva però ci rivela che in realtà quel lavoro è soltanto una copertura. Giovanna, questo il nome del suo personaggio, è in realtà un agente segreto. Entra in un bunker degno di un film di 007 (“ma questa è finzione” ci tiene a precisare BB) e lì diventa sicura di sé, fiera, ammirata. Un’altra persona.

Il video di un ragazzo generato con l’Intelligenza Artificiale mette quindi in guardia i ragazzi dai rischi dell’IA. Simbolo scelto per rappresentare la disinformazione online è il “Papa trapper“, immagine fasulla di Papa Francesco circolata online come meme.

La presentazione si chiude quindi con il messaggio che i grandi eventi geopolitici possono influire in molti modi sulla vita quotidiana delle persone. Gli esempi principali sono la carenza di componenti fondamentali per la PlayStation causata dallo scoppio della guerra in Ucraina e le difficoltà a importare un particolare modello di scooter e il caro benzina a causa della chiusura dello stretto di Hormuz.

I ragazzi sono quindi scortati in palestra, dove trovano davanti a loro pannelli informativi di vario tipo. Al termine della visita agli studenti viene richiesto di rispondere a un quiz interattivo su alcuni tablet, nel corso del quale vengono poste domande di diverso genere: dalla semplice verifica delle informazioni apprese a valutazioni della capacità di ragionamento. A seconda del risultato ottenuto otterranno un tesserino da “Agente 007”, o aspirante tale.

Una volta usciti dall’esposizione si resta un po’ frastornati. La mole di informazioni che si chiede di recepire è molto alta e assolutamente eterogenea: film, geopolitica, meme, storia. Anche religione: l’origine dell’intelligence viene addirittura fatta risalire fino a Mosè.

Di reclutamento, bisogna ammetterlo, non c’è traccia.Non abbiamo bisogno di reclutare nessuno, non c’è una crisi delle vocazioni“, ci dice ancora BB, che sostiene il puro carattere informativo dell’iniziativa. “Queste cose si fanno solo nei paesi democratici, non è così in quelli autoritari“, sottolinea invece la donna.

Resta il fatto che dell’effettiva attività svolta dai servizi segreti si apprende ben poco. L’iniziativa appare più che altro come una mera vetrina promozionale, che mescolando informazioni ed emozioni si propone di restituire un’immagine positiva del ruolo dell’Intelligence. In una sola parola: pubblicità.

A cura di Matteo Cantagallo

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