Si è svolta oggi, presso l’Aula Magna di ASL1 a Bussana di Sanremo, la seconda edizione del corso formativo “Disturbi psichici e grave emarginazione: un focus sull’educativa territoriale e domiciliare”, promosso dal Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze di ASL1 diretto dal dott. Marco Mollica.
L’iniziativa ha coinvolto operatori sanitari, sociosanitari e sociali impegnati quotidianamente nella presa in carico delle persone che vivono situazioni di grave emarginazione, con l’obiettivo di favorire il confronto tra esperienze professionali diverse e rafforzare il lavoro di rete sul territorio.
Il corso nasce dalla consapevolezza che le condizioni di grave marginalità rappresentano realtà particolarmente complesse, spesso caratterizzate dalla compresenza di problematiche sanitarie, psicologiche e sociali che richiedono interventi integrati e personalizzati. Obiettivo dell’iniziativa è implementare le conoscenze e le competenze degli operatori che fanno parte della rete territoriale, migliorando l’accessibilità ai servizi, la qualità della presa in carico e la collaborazione tra le diverse professionalità coinvolte.
«L’evento formativo nasce dalla volontà di implementare le competenze degli operatori sanitari e sociosanitari sul tema del lavoro con la grave emarginazione – spiega il Direttore del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze di ASL1, dott. Marco Mollica –. Si tratta di situazioni complesse, caratterizzate da problematiche sociosanitarie importanti e che, proprio per questo, richiedono interventi fortemente integrati. L’integrazione rappresenta il punto centrale dell’attività del nostro Dipartimento. In un territorio di confine come quello della nostra Area, lavorare in maniera coordinata costituisce, a mio avviso, la strada più efficace per garantire alle persone assistite interventi di qualità e di prossimità, favorendo la domiciliarità delle cure ed evitando, quando possibile, percorsi di istituzionalizzazione. L’integrazione è fondamentale a tutti i livelli, sia istituzionali sia informali, in un’ottica di governance condivisa tra ambito sanitario e sociale. Da sempre sosteniamo l’importanza del lavoro di rete con i colleghi degli Ambiti Territoriali Sociali e con il privato sociale, che rappresentano interlocutori indispensabili nella costruzione di percorsi assistenziali efficaci».
La giornata si è aperta con i saluti istituzionali del Coordinatore dell’Area ASL1, dott. Marino Anfosso, del Direttore Sociosanitario di A.T.S. Liguria, dott. Pierluigi Vinai, del Direttore del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze di ASL2 e referente regionale per la salute mentale, dott. Roberto Carrozzino, del Direttore del DIAR Neuroscienze della Regione Liguria, professor Carlo Serrati, del Cappellano Capo dell’Ospedale di Sanremo don Marco Palermo, del consigliere comunale di Sanremo dott. Giovanni Mascelli e dei rappresentanti del privato sociale e del volontariato, dott. Marco Boeri, Presidente del Centro di Solidarietà L’Ancora, e dott. Maurizio Marmo, Presidente del Centro Ascolto Caritas Sanremo e O.D.V. Caritas Intemelia.
«La capacità di fare rete rappresenta oggi uno degli strumenti più importanti per rispondere ai bisogni delle persone più fragili. Iniziative come questa dimostrano quanto sia fondamentale investire nella collaborazione tra professionisti, servizi sanitari, enti locali e realtà del territorio, valorizzando competenze diverse all’interno di una presa in carico realmente integrata e di prossimità. In questo percorso è particolarmente importante il rapporto di collaborazione che si sta consolidando tra ASL e i Sindaci del territorio, interlocutori fondamentali per costruire risposte sempre più vicine ai bisogni delle comunità locali.» ha sottolineato il Coordinatore dell’Area ASL1, dott. Marino Anfosso.
Il Direttore Sociosanitario di A.T.S. Liguria, dott. Pierluigi Vinai, ha evidenziato il valore strategico dell’integrazione tra ambito sanitario e sociale:
«La vera sfida che abbiamo davanti è trasformare l’integrazione sociosanitaria da principio teorico a pratica quotidiana. Dobbiamo superare la logica di due mondi separati, quello sanitario e quello sociale, e costruire un sistema in cui servizi, professionisti e istituzioni lavorino insieme per dare risposte concrete ai bisogni delle persone. Temi come il disagio psichico e la grave emarginazione richiedono proprio questo: una presa in carico condivisa, capace di integrare la dimensione sanitaria e quella sociale.Le esperienze presentate oggi e il lavoro svolto dalla rete di operatori che collaborano quotidianamente tra Azienda sanitaria, Distretti sociosanitari, Ambiti territoriali sociali e Terzo Settore rappresentano esempi pionieristici di integrazione. Stanno già costruendo quel modello di collaborazione che vogliamo rendere sempre più concreto, strutturato e diffuso sul territorio ligure».
Particolarmente significativa è stata inoltre la partecipazione del professor Luigi Gui, professore associato dell’Università degli Studi di Trieste e coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Servizio Sociale, Politiche Sociali, Programmazione e Gestione dei Servizi, che ha portato un importante contributo scientifico sul tema dell’intervento nei contesti di grave marginalità, offrendo ai partecipanti un’occasione di approfondimento e confronto sulle più recenti esperienze e prospettive del lavoro sociosanitario integrato.






