Il TAR della Liguria ha respinto il ricorso presentato da un residente di Costa d’Oneglia contro il Comune di Imperia e nei confronti di Wind Tre, confermando la legittimità del rinnovo dell’autorizzazione per la stazione radio base di telefonia mobile situata nella frazione.
Il braccio di ferro tra il residente, il Comune e l’azienda di telecomunicazioni andava avanti da anni
La sentenza, depositata il 29 luglio, riguarda la determina dirigenziale con cui il Comune aveva rinnovato nel maggio 2025 l’autorizzazione all’impianto, a seguito della riedizione del procedimento disposta dopo il precedente annullamento del titolo edilizio da parte dello stesso TAR, decisione poi confermata dal Consiglio di Stato.
Il ricorrente, proprietario di un immobile nelle vicinanze dell’infrastruttura, sosteneva che l’antenna, costituita da un palo di 16 metri e da un basamento in cemento, fosse incompatibile con il Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico, alterando il profilo del crinale collinare e il panorama dell’area. Contestava inoltre l’efficacia delle opere di mitigazione ambientale e la mancata valutazione della possibilità di installare gli apparati su un impianto già esistente.
Pur riconoscendo la legittimazione del residente a proporre il ricorso, il TAR ha ritenuto infondate tutte le richieste. I giudici hanno evidenziato che l’istruttoria svolta dal Comune e dalla Commissione locale per il paesaggio è risultata adeguatamente motivata e coerente, rilevando che l’impianto è collocato su un crinale secondario, in prossimità di un’area già antropizzata, senza comportare l’abbattimento di alberi e nel rispetto delle linee guida regionali.
La sentenza ricorda inoltre che gli impianti di telecomunicazione sono qualificati dalla normativa come opere di urbanizzazione primaria e di pubblica utilità. Il Tribunale ha giudicato sufficienti anche le prescrizioni di mitigazione paesaggistica, tra cui il rivestimento in pietra del basamento e la piantumazione di essenze sempreverdi, escludendo infine che fosse stata dimostrata la praticabilità dell’alternativa del co-siting con un impianto esistente.
Con il rigetto del ricorso, il Tribunale ha quindi confermato la piena legittimità dell’autorizzazione rilasciata a Wind Tre, disponendo la compensazione integrale delle spese di giudizio tra le parti, in considerazione della complessità della vicenda, che andava avanti da diversi anni.






