Dopo la replica del consigliere di maggioranza Antonello Ranise alle critiche dell’opposizione, arriva una nuova presa di posizione del consigliere comunale Luciano Zarbano (Imperia senza Padroni), che torna sulla polemica nata durante l’ultimo Consiglio comunale.
Nel mirino del consigliere di minoranza finiscono ancora una volta i toni utilizzati dalla maggioranza in aula e, in particolare, le dichiarazioni di Ranise
“Leggo senza sorpresa i “tuoni” del consigliere Antonello Ranise. Il copione è quello consueto della politica locale: quando mancano risposte nel merito, si alza la voce, si evocano i risultati elettorali, lo spettro dell’attacco personale e si accusa la minoranza di livore, vittimismo e propaganda.
“Ranise ha difeso il sindaco e l’Amministrazione, ma non ha speso una sola parola per spiegare il sarcasmo di cattivo gusto rivoltomi in Consiglio Comunale per la mia dizione e la mia età. Mi sarei aspettato una telefonata e il riconoscimento di aver superato il limite. Ha invece preferito rifugiarsi in un comizio fuori tema, perdendo un’ottima occasione per dimostrarsi umano, prima ancora che politicamente responsabile.
Affermare che “in democrazia governa chi è eletto dal popolo” significa ribadire un’ovvietà. Chi vince le elezioni ha il diritto e il dovere di amministrare, ma non quello di umiliare o zittire chi rappresenta la minoranza. Il consenso non cancella il controllo democratico e non trasforma le domande dell’opposizione in atti di lesa maestà.
Una maggioranza realmente solida non ha bisogno di ricordare continuamente che ha vinto e quanti voti ha ottenuto. Entra nel merito delle questioni, risponde, accetta il dissenso e rende conto delle proprie decisioni. Usare il risultato elettorale come uno scudo rivela, invece, una concezione del potere insofferente a ogni critica.
Ranise parla di “subdola propaganda”, evitando il punto centrale: in Consiglio comunale ho posto domande politiche e amministrative. La risposta è stata un “non merita risposta”, accompagnato da attacchi personali e sarcasmo. Questi sono i fatti; il resto è una cortina fumogena costruita per non affrontarli.
Anche il riferimento alla presunta scarsità di proposte è un vecchio espediente retorico. Il mio compito non è applaudire il sindaco, ma controllare, pretendere chiarezza, contestare quando necessario e proporre, e di proposte ne ho fatte tante, tutte senza una risposta. Tutto questo non significa delegittimare il voto popolare, ma esercitare il mandato che mi è stato affidato dai cittadini.
Non accetto lezioni di democrazia da chi bolla ogni dissenso come livore. Un’offesa personale non può essere nascosta dietro argomenti estranei a quanto accaduto.
I numeri consentono di governare, ma non rendono infallibili. Il consenso può attribuire il potere, non garantisce la ragione e, soprattutto, non autorizza nessuno a calpestare la dignità altrui.
Continuerò a porre domande, esprimere critiche e evidenziare ciò che non condivido. Se per Ranise questo significa essere “subdoli”, se ne faccia una ragione: si chiama compito della minoranza. Ed esiste anche quando la maggioranza preferirebbe non sentirla”.






