9 Giugno 2026 10:19

Imperia: Biodigestore e rifiuti, Sardi e Lantura attaccano. “Scajola in difficoltà, il sistema ha fallito”

L’iniziativa organizzata a Taggia dai principali partiti di centrosinistra sul tema della condizione del ciclo dei rifiuti in provincia e in regione rappresenta una importante novità e una sfida – Così in una nota il consigliere di minoranza a Imperia, Lucio Sardi (AVS) e Daniela Lantura di Europa Verde, nel commentare l’incontro pubblico di giovedì scorso, 4 giugno, svoltosi a Taggia dal titolo “La gestione dei rifiuti in Liguria e la crisi in provincia di Imperia“.

Su questa tematica – spiegano Sardi e Lantura – AVS è impegnata da tempo e ha lavorato a tutti i livelli territoriali perché ritiene che sia uno degli elementi su cui misurare, in senso costruttivo e di crescita comune, la costruzione delle alleanze a livello provinciale e regionale.

La gestione del ciclo dei rifiuti rappresenta infatti uno dei temi su cui i governi del centrodestra, sia regionale che provinciale, hanno dimostrato di aver fallito.

Il Piano regionale dei rifiuti, che in un primo momento prevedeva impianti di trattamento provinciali, peraltro sovradimensionati rispetto alle quantità di rifiuti prodotti, è stato poi stravolto con l’ipotesi di costruzione di un impianto termovalorizzatore regionale.

Il progetto del termovalorizzatore regionale è però di fatto in contrasto con la realizzazione degli impianti di trattamento a freddo territoriali e con il miglioramento della raccolta differenziata (in quanto “necessita” di importanti volumi di conferimento che già oggi la regione non produce) e sembra già finito su un binario morto anche per la netta opposizione, in ragione dell’impatto ambientale che determina, da parte dei comuni in cui si ipotizzava di realizzarlo.

Nella nostra provincia è ormai manifesta e certificata da documenti ufficiali l’incapacità del privato incaricato di realizzare il bio-digestore, progetto annunciato da quindici anni e per il quale, a febbraio del 2025, veniva annunciata, in pompa magna dal presidente Scajola, la consegna dei lavori che avrebbero dovuto concludersi nel 2027.

Un annuncio avvenuto quando era già emersa l’incredibile vicenda della revoca del finanziamento dei fondi del PNRR richiesti dalla Provincia per il progetto e che vede ora Scajola indagato dalla Procura europea.

Quello del bio-digestore è l’epilogo di una gestione del ciclo dei rifiuti della nostra provincia caratterizzata da scelte politiche che hanno, nei fatti, subordinato l’interesse pubblico a quello dei privati che gestivano le discariche.

Dai primi anni Duemila, ovvero da quando era stata bandita una gara — poi incredibilmente revocata — per la realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti e in assenza di politiche volte a incentivare una raccolta differenziata a un livello decente, si è creata la condizione per cui in questa provincia si continuassero a gonfiare i conferimenti nelle discariche e le tasche di chi le gestiva.

Quando, dopo la revoca del bando di gara del progetto del 2000, si è deciso, con un ritardo di dieci anni, di riaffrontare il tema, la Provincia — sempre a guida centrodestra — si è affidata a un progetto predisposto proprio dal principale gestore delle discariche della provincia, che non a caso ne prevede anche una di servizio.

Dopo aver accumulato un ulteriore ritardo di “soli” quindici anni per assegnarne la realizzazione — periodo in cui si è arrivati alla saturazione e chiusura di tutte le discariche in provincia — ora quello stesso privato, che ha avuto modo di trarre profitti da questa situazione, si accorge, a solo un anno dalla formale assunzione dell’impegno a realizzarlo, di non avere le risorse per realizzare il bio-digestore che aveva lui stesso progettato.

È bene ricordare che parliamo dello stesso gruppo imprenditoriale che ha la proprietà delle aree (e quindi l’onere di realizzare le opere di bonifica previste) di tutte le discariche esaurite e che, recentemente, è stato richiamato dagli uffici della Provincia per inadempienze relative agli interventi sulla discarica di Ponticelli.

L’attuale situazione del ciclo dei rifiuti oggi impone il trasporto fuori provincia sia di quelli da conferire in discarica sia della parte organica da trattare, con costi enormi che incidono sulle tariffe che i cittadini imperiesi sono chiamati a pagare.

Il voto favorevole alla mozione presentata dal consigliere di opposizione Cascino in Provincia, con cui si chiede di non abbandonare il progetto di un bio-digestore e di non autorizzare una nuova discarica nell’area di Colli dove dovrebbe sorgere l’impianto, segna le difficoltà del presidente Scajola, che quest’ultima ipotesi aveva recentemente timidamente ipotizzato.

Per uscire dall’impasse ligure, tutti i partiti del centrosinistra concordano sulla contrarietà alla realizzazione del termovalorizzatore regionale, prevedendo, per la parte dei rifiuti indifferenziati, accordi con altre regioni che dispongono già di impianti capaci di trattarli.

Il Piano regionale dovrebbe quindi essere rivisto, prevedendo nei territori solo impianti di separazione e trattamento biologico compatibili con le quantità di rifiuti prodotti, in ragione di politiche di sostegno al miglioramento dei risultati della raccolta differenziata.

In questa logica, anche a livello provinciale, andrebbe rapidamente superata la situazione di stallo nella realizzazione del bio-digestore creata dal soggetto privato e rivisto il progetto alla luce della programmazione regionale.

Tornando al valore e alla riuscita dell’iniziativa pubblica, sia in termini di partecipazione che di condivisione di una posizione comune su un argomento di grande rilevanza per il nostro territorio, essa è stata la dimostrazione della necessità della costruzione, a livello locale, di un accordo politico stabile tra le forze di centrosinistra.

Un accordo che sia, per coerenza, il punto di partenza per affrontare ogni competizione elettorale significativa nel territorio.

Solo in questo modo si potrà costruire un progetto alternativo di governo nella nostra provincia e raccogliere la sfida che la riuscita dell’iniziativa comune ha posto.

A cominciare proprio dalla prossima tornata elettorale nel comune di Taggia, dove, per tenere assieme quelle forze, si deve riuscire a rifuggire sia da schemi di alleanze trasversali, sia da identitarie fughe in avanti.

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