22 Giugno 2026 18:29

Barista brutalmente picchiato la notte di capodanno, l’aggressore condannato a 6 anni e 2 mesi / Video

Si è concluso con una condanna a 6 anni e 2 mesi di reclusione il processo al 27enne Cezar Postu, imputato per lesioni gravi nell’aggressione che nella notte di San Silvestro 2024 aveva ridotto in fin di vita il barista Andrea Oliva, titolare del bar Night&Day di Bordighera.

Il GUP Flavio Tovani ha quindi accolto pienamente le richieste dell’accusa, stabilendo anche il versamento di una provvisionale di 500mila euro nei confronti della famiglia di Oliva, costituitasi parte civile e rappresentata dall’avvocato Marco Bosio.

La ricostruzione dei fatti

Secondo la ricostruzione, i fatti avevano avuto inizio all’esterno del bar quando, dopo un breve scambio di parole, la situazione era degenerata: tre pugni al volto da parte del 27enne, difeso dall’avvocato Massimiliano Orrù, l’ultimo dei quali particolarmente violento, avevano fatto cadere il barista all’indietro, facendogli battere la testa sull’asfalto con conseguente perdita di conoscenza.

Il 48enne era stato quindi trasportato in elisoccorso all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure in codice rosso, rimanendo a lungo in coma con un quadro clinico per molto tempo giudicato critico. Solo dopo mesi si sono registrati i primi segnali di miglioramento, anche se il percorso di recupero resta tuttora complesso.

Le parole dei familiari di Oliva

6 anni e 2 mesi non bastano – commenta amareggiato il figlio di Oliva – Sinceramente non è quello che si merita per quello che ha fatto a mio padre. Mio padre avrà la vita rovinata per sempre, quindi non penso sia abbastanza. Anche le attenuanti che ci sono state non sono delle buone scusanti: il gesto di tirare tre pugni lo ha fatto e mio padre non era una persona che metteva le mani addosso agli altri. Penso sia ingiusto che, dopo sei anni, questa persona possa rifarsi una vita mentre mio padre è rimasto in queste condizioni. È ancora libero di girare per le strade e potrebbe fare del male a qualcun altro, mentre dovrebbe già essere in carcere“.

Sei anni e due mesi per una vita rovinata a 48 anni? Non credo sia giusto – aggiunge la sorella della vittima -. Mio fratello ha bisogno di assistenza continua, non può stare un secondo da solo. Noi familiari dobbiamo assisterlo 24 ore su 24, mentre lui è libero di vivere la sua vita. Mio fratello soffre ogni giorno, tra ricoveri, crisi epilettiche e continui spostamenti negli ospedali. Questa è la situazione: se la vita di mio fratello vale sei anni e due mesi, allora andiamo molto bene in Italia. Intanto questa persona continua a girare tranquillamente per le nostre strade“.

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