30 Giugno 2026 14:52

Donna uccisa a Ceriana, oggi l’accusato davanti al GIP. Ancora oscuro il movente: “Non c’è un motivo specifico” / Video

In breve: L'accusa resta di omicidio volontario, il fatto sarebbe avvenuto tra le 22.30 e le 23 di venerdì. L'uomo non si sarebbe accorto della morte della compagna, poi avrebbe tentato di rianimarla

Si è tenuto questa mattina presso l’ospedale di Imperia l’interrogatorio di garanzia per B.O., l’uomo accusato di aver ucciso la propria compagna a Ceriana lo scorso sabato.

L’uomo si era costituito a poche ore dal fatto, per il quale ha perso la vita una donna americana di circa 50 anni. Successivamente era stato trasferito nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Imperia in seguito al rilevamento di diversi segni di autolesionismo.

L’accusa resta di omicidio volontario, il fatto sarebbe avvenuto tra le 22.30 e le 23 di venerdì. L’uomo non si sarebbe accorto della morte della compagna, poi avrebbe tentato di rianimarla

In questa sede B.O. ha parlato questa mattina davanti al GIP di Imperia Anna Bonsignorio, difeso dagli avvocati Marco Noto e Ambra Marchese.

I legali, al termine dell’udienza, hanno spiegato che il loro assistito si trova ancora in uno stato confusionale e non è stato in grado di indicare con precisione il motivo che ha scatenato il litigio culminato nell’omicidio.

Non c’è un motivo specifico. Vedremo, andando avanti, cosa riusciremo a capire ancora di più“, hanno dichiarato, sottolineando come l’uomo fosse “ancora oggi in uno stato un po’ confusionale“. Pur avendo risposto alle domande del giudice, “il fatto in sé è ancora avvolto nella confusione“.

Secondo quanto emerso, la coppia “non aveva problematiche di sorta e non risultano precedenti particolari“. La discussione sarebbe nata da motivi che “possono nascere normalmente tra le coppie, senza un elemento scatenante ben definito. “Ha elencato parecchi motivi di discussione, ma in realtà non c’è un fulcro specifico. Probabilmente la relazione a distanza può aver portato ad alcune questioni irrisolte o a motivi nati nel corso della giornata“. La serata, hanno aggiunto, sembrava essere trascorsa tranquillamente e vi sarebbe stato anche il consumo di alcolici, senza che sia al momento possibile stabilire se e quanto questo abbia inciso.

Gli avvocati hanno riferito che il loro assistito è riuscito a collocare temporalmente i fatti, avvenuti “tra le 22.30 e le 23 di venerdì“. Successivamente sarebbe rimasto nell’abitazione, avrebbe compiuto atti di autolesionismo e poi avrebbe perso i sensi. Al risveglio, resosi conto di quanto accaduto, “ha preso il primo autobus disponibile e si è consegnato alle forze dell’ordine, dicendo di aver commesso un fatto estremo nei confronti della compagna“.

Per quanto riguarda la dinamica, hanno precisato che “non è stato un soffocamento con il cuscino, ma un atto più diretto“, aggiungendo che saranno gli accertamenti autoptici a chiarire esattamente quale gesto abbia provocato la morte. Hanno inoltre spiegato che l’uomo “non si è reso conto che la donna era deceduta” e avrebbe tentato di rianimarla praticando respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco. “In quel momento si è reso conto che la presa era stata probabilmente troppo forte e la signora non ce l’ha fatta. Era disperato e non pensava che quel gesto potesse portare alla morte della compagna“.

Sul piano giudiziario, i legali hanno ricordato che al momento l’accusa resta quella di omicidio volontario, mentre eventuali diverse qualificazioni saranno valutate nel prosieguo del procedimento. Hanno infine spiegato che il loro assistito si trova ancora ricoverato in ospedale e che la difesa attenderà le valutazioni mediche e le decisioni del giudice in merito alla misura cautelare. Per quanto riguarda la famiglia della vittima, è stata anticipata l’udienza per la nomina del consulente tecnico in vista dell’autopsia, fissata per la mattinata di domani, 1° luglio, mentre la perizia dovrà essere depositata entro 90 giorni.

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