Dopo la pubblicazione del nuovo decreto ministeriale sugli autovelox, arrivano le prime reazioni dalla maggioranza a Palazzo Civico. Il gruppo “Prima Imperia”, con il consigliere Giovanni Lazzarini insieme all’assessore Mattia Sasso, e il consigliere comunale Daniele Ciccione intervengono con due note stampa per rivendicare la correttezza dell’operato dell’Amministrazione in questi anni.
La nota di Giovanni Lazzarini e Mattia Sasso
La recente evoluzione normativa in materia di autovelox conferma ciò che abbiamo sostenuto con convinzione fin dall’inizio: il Comune di Imperia ha sempre operato nel pieno rispetto dei principi di trasparenza, correttezza e con un unico obiettivo, quello di garantire la sicurezza dei cittadini.
Per anni siamo stati oggetto di attacchi e strumentalizzazioni da parte dell’opposizione, che ha cercato di dipingere l’attività di controllo della velocità come una scelta finalizzata esclusivamente a fare cassa. Oggi i fatti dimostrano una realtà ben diversa. La nuova disciplina nazionale ha portato all’eliminazione di circa 800 dispositivi non conformi presenti sul territorio italiano, mentre emerge con chiarezza come il percorso seguito dal Comune di Imperia sia stato improntato alla massima trasparenza e nel rispetto delle regole.
È altrettanto innegabile che gli autovelox installati sul nostro territorio abbiano contribuito in maniera significativa alla riduzione degli incidenti stradali e all’aumento della sicurezza per automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni. Questo è il risultato che ci interessa e che continuerà a guidare la nostra azione amministrativa: salvare vite umane e rendere le nostre strade più sicure.
La sicurezza stradale non può essere terreno di propaganda politica. I dati e i risultati ottenuti dimostrano che le scelte dell’Amministrazione sono state responsabili e lungimiranti. Continueremo a lavorare con lo stesso spirito, mettendo sempre al primo posto la tutela dei cittadini e il rispetto della legge.
La nota di Daniele Ciccione
“Le nuove disposizioni sugli autovelox confermano quello che per molti anni è stato sotto gli occhi di tutti: l’origine dei numerosi ricorsi in tutta Italia andava cercata in una normativa nazionale caratterizzata da incertezze interpretative e da un quadro giuridico non uniforme, e non nell’operato delle singole amministrazioni comunali, indipendentemente dal colore politico. Se il problema fosse stato riconducibile esclusivamente alla gestione dei singoli Comuni, non sarebbe stato necessario un intervento normativo di questa portata dopo oltre trent’anni di attesa. Il nuovo decreto, disciplinando in maniera chiara e uniforme l’omologazione degli autovelox, pone quindi la parola fine anche alle infinite polemiche e illazioni che una parte politica ha sempre diretto nei confronti della nostra Amministrazione.
Negli anni siamo stati attaccati per l’adozione di variazioni di bilancio di importi molto contenuti per fare fronte a rimborsi derivanti da alcune sentenze del Giudice di Pace. Oggi l’intervento del Governo certifica che quella situazione altro non era che la normale conseguenza dell’evoluzione della giurisprudenza e del quadro normativo dell’epoca.
Per questo non possiamo non sottolineare come i numerosi attacchi dei consiglieri Modaffari e Bracco, ma anche di diversi altri consiglieri di Minoranza, siano infine risultati privi di fondamento. La nostra Amministrazione ha sempre operato nel rispetto delle norme vigenti e ha gestito con responsabilità gli effetti di un contesto normativo incerto, adottando tutte le necessarie variazioni di bilancio con la massima trasparenza.
Il confronto politico è legittimo, ma dovrebbe basarsi sui fatti. E i fatti oggi dimostrano che il legislatore è intervenuto per eliminare delle ambiguità che hanno alimentato il contenzioso in tutta Italia, di certo non per correggere l’operato di una singola amministrazione comunale, tantomeno la nostra.
“Chi per anni ha trasformato poche migliaia di euro di variazioni di bilancio in un caso politico dovrebbe oggi prendere atto che il problema era nazionale e derivava da un vuoto normativo che lo stesso Governo ha finalmente colmato. Sarebbe quindi opportuno sostituire la propaganda con un’analisi più obiettiva dei fatti.”






