Dopo la visita del leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci a Imperia, interviene con una nota il consigliere di minoranza di Alleanza Verdi e Sinistra, Lucio Sardi. Nel mirino l’incontro istituzionale con il sindaco Claudio Scajola a Palazzo Civico e la successiva serata al Koko Beach, durante la quale alcuni sostenitori hanno esibito il saluto romano.
“Per farsi un’idea dell’esito politico della due giorni in provincia dell’eurodeputato Vannacci, si possono mettere assieme gli episodi più significativi del suo tour. La serata di presentazione del suo ultimo libro, infilata nel programma delle manifestazioni estive di Riva Ligure, è stata “opportunamente” – o meglio, vergognosamente – organizzata in piazza Matteotti. Di fronte alla contestazione di un cittadino che gli ha ricordato che quel luogo era dedicato a un martire del fascismo, Vannacci ha, come al solito, provocatoriamente banalizzato quell’appunto con la consueta strategia di non esprimere mai giudizi sul fascismo. Altra “perla” di quell’evento culturale è stato il suo disappunto – che ha tenuto a rendere pubblico – per il fatto che, nel film Odissea di Christopher Nolan, il ruolo di Elena di Troia sia stato interpretato da un’attrice di colore. Perché Vannacci dice sempre cose banali e, a suo dire, ragionevoli, ma un ammiccamento ai fascisti e uno ai razzisti non se lo fa mai mancare.
Nella seconda giornata in riviera, in mattinata si è dedicato, a favore di telecamere, a una sorta di triathlon della domenica, per lui da contrapporre ai gay pride, giusto per non perdere il feeling che ha con gli omofobi. Prima dell’evento pubblico serale, è stato accolto in Comune da Scajola, che così ci ha finalmente spiegato perché la sua maggioranza “civica” sia riuscita a votare contro la nostra mozione di condanna del vergognoso progetto di legge sulla remigrazione presentato da alcune organizzazioni neofasciste e sostenuto da Vannacci. A Scajola, evidentemente, Vannacci non dispiace, tanto che nel suo incontro sembra essersi mosso come regista politico (ovviamente di un noir) del futuro riavvicinamento tra il partito Futuro Nazionale e il centrodestra. Un incontro che svela l’ipocrisia della componente moderata del centrodestra quando, sui temi dei diritti, si dichiara “distante” dagli eccessi della destra, ma poi è pronta ad allearsi anche con quella più estrema che porta avanti posizioni contrarie ai principi fondamentali della Costituzione.
Che per una parte importante della società questo penoso teatrino e la messa in discussione dei valori costituzionali non siano accettabili, lo si è misurato nella folta partecipazione al presidio di protesta organizzato per ricordare a Vannacci che quello che propone è inconciliabile con la nostra democrazia. Una partecipazione importante e numerosa, con molti giovani, che ha dimostrato anche responsabilità di fronte alla provocazione messa in atto da un gruppo di sostenitori dell’eurodeputato, che sono entrati a contatto con il presidio “proponendo” una folle sfida a suon di botte con un uguale numero di manifestanti e ricevendo un sonoro vaffanculo con invito ad allontanarsi. Lo stesso gruppetto di “valorosi” che ha fatto il selfie con Vannacci all’ingresso del locale in cui era previsto l’evento, con tanto di saluto romano che l’eurodeputato ha solo chiesto di non fare a favore di telecamere, per poi rimettersi in posa con cotanti sostenitori. Perché a Vannacci i gesti esplicitamente fascisti evidentemente non fanno schifo, ma vanno evitati pubblicamente.
Nel dibattito pubblico sul pericolo di un ritorno al fascismo, che in termini di restaurazione di un regime può sembrare remoto, andrebbe dedicata più attenzione ai nuovi fascismi che si cerca di diffondere sotto mentite spoglie nella società, mascherandoli come il buon senso vannacciano. Un esempio si trova nelle dichiarazioni da lui rilasciate alla stampa prima dell’evento, in cui, usando come motivazione alcuni dati di uno studio francese sui presunti orientamenti dei giovani “immigrati di terza generazione“, ne ha teorizzato la possibile remigrazione perché non “integrati”. Ha, in sostanza, teorizzato di prevedere di rimandare nel Paese dei nonni cittadini italiani nati e cresciuti in Italia, ma di origine familiare di altri Paesi, che sarebbero colpevoli – su quali criteri di “purezza” non è dato sapere – di avere idee incompatibili con la “cultura italiana“. Una follia razzista, impraticabile e propagandistica, in aperto contrasto con l’articolo 3 della Costituzione, che recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”. Costituzione che, per i nostalgici del fascismo, è l’obiettivo da scardinare per cancellarne la natura antifascista e, per i politici come Scajola, (allo stesso modo per i principi della Chiesa cattolica di cui si definiscono fedeli), è una raccolta di valori buoni per le “messe” della politica, ma che poi, in privato e quando fa comodo, si possono anche chiudere in un cassetto o mettersi sotto i piedi.
È curioso che i sostenitori del “buon senso” della proposta della remigrazione – che colpirebbe la presunta incompatibilità con i “valori” del nostro Paese chi ha origini straniere – non colgano la necessità, come per decenni hanno fatto le forze politiche antifasciste di destra o sinistra, di isolare politicamente chi esprime valori o avanza proposte contrarie a quelle della nostra legge primaria, che fissa le regole di convivenza civile del nostro Paese sulla base di diritti e doveri fondamentali. Se definire un criterio per attribuire l’epiteto di fascista a chi formalmente non lo rivendica può risultare arbitrario o insultante, molto più efficacemente andrebbe sottolineata, nei confronti di chi tollera o sostiene certe proposte, la natura fascista che esse contengono. Perché, per impedirne il ritorno, vanno contrastati i fascisti (espliciti o mascherati), ma soprattutto i fascismi celati in certe proposte di “buon senso” che possono avvelenare i pozzi della nostra democrazia.
Lucio Sardi e Daniela Lantrua per Alleanza Verdi e Sinistra – provincia di Imperia






