La data di inizio del servizio regolare delle navette a guida autonoma sulla pista ciclabile non verrà discussa in Consiglio Comunale. A denunciarlo è il consigliere di minoranza Ivan Bracco (PD), che in seguito al sopralluogo del sindaco Claudio Scajola dello scorso 8 luglio aveva presentato un’interpellanza per chiedere in Consiglio la data esatta di inizio del servizio.
Il PD pronto a fare ricorso: “I cittadini devono sapere che le navette non si sa se e quando entreranno in funzione in modo regolare, non sperimentale”
A rispondergli, il 13 di luglio, è stato il Presidente del Consiglio Simone Vassallo, che ha invitato il consigliere Braccio a inviare domanda per un’interrogazione scritta in quanto a suo dire si tratterebbe di “aspetti che richiedono l’acquisizione e la rappresentazione di elementi istruttori e informazioni puntuali da parte degli uffici comunali“.
Una risposta che non ha convinto il consigliere PD, che ha quindi proposto una question time sul tema, nuovamente bocciata per le stesse motivazioni.
A spiegare nel dettaglio la vicenda è stato proprio Bracco in una conferenza stampa nella sede cittadina del PD. “A seguito dell’intervista che ho letto sugli organi di stampa – dice Ivan Bracco –, dove il Sindaco diceva che le navette erano in dirittura d’arrivo per partire e che alle prossime Vele d’Epoca saranno messe a disposizione dei turisti, la cosa che mi ha fatto sorridere è che si parla di manleva. È tipo in sala operatoria: quando entri in sala operatoria firmi che, se il chirurgo sbaglia e muori, la colpa non è del chirurgo. Lì ti fanno firmare la manleva in modo che, se hai un incidente e ti fai male, la responsabilità non è del Comune. Già lì è un passaggio che fa sorridere. Teniamo conto che abbiamo speso più di 6 milioni e 300 mila euro per mantenere questo tipo di servizio, che non sappiamo se mai funzionerà. Ricordo che sono fondi europei, non sono fondi comunali: sono fondi che arrivano dalle tasse di tutti i cittadini europei e sono gestiti in questo modo”.
“Viste quell’intervista e quelle dichiarazioni – prosegue il consigliere PD – ho presentato un’interpellanza molto semplice, dove chiedo al Consiglio comunale di dirmi, non a Ivan Bracco ma alla città, e dunque anche agli europei che ci hanno messo i soldi, visto che è un programma così fantascientifico, la data esatta di messa in funzione. Non la data della sperimentazione, ma la data in cui io mi fermo alla pensilina, arriva la navetta e posso salire. Il presidente del Consiglio puntualmente mi ha rigettato questa richiesta, dicendo di fare una richiesta scritta perché è troppo difficile, troppo complicato rispondere. Due giorni fa ho presentato una question time ancora più stringata, dove chiedo la data di messa in funzione delle navette e, anche in questo caso, il Presidente del Consiglio, molto democratico, perché è molto democratico, di fatti l’altro giorno ha ricevuto Vannacci, ha risposto che la question time non è ammissibile”.
“Dunque la capogruppo Loredana Modaffari sta predisponendo il ricorso previsto dal TUEL, perché qua c’è una mancanza di democrazia – aggiunge -. Però i cittadini devono sapere che le navette non si sa quando entreranno, e se mai entreranno, in funzione in modo regolare, non sperimentale. Perché della sperimentazione non ce ne frega niente. Già il fatto che uno debba salire e firmare una dichiarazione di manleva vuol dire che è un servizio che non è funzionale. L’appalto PNRR è finito. I soldi sono stati impegnati e i cittadini dovrebbero avere un ritorno che, ad oggi, non c’è”.
“Questa è la situazione delle navette e, soprattutto, questa è la situazione di un’amministrazione che si nasconde, non ha il coraggio di venire in Consiglio comunale a parlare di navette. Questa è una cosa di una vergogna. Almeno si arrabbia il Presidente del Consiglio, che dice che io dico sempre “vergognoso”, ma purtroppo sono loro che mi fanno dire sempre ‘vergognoso’ perché un minimo di metterci la faccia lo dovrebbero fare: venire in Consiglio e dire ‘non sappiamo quando partiranno, non sappiamo se mai partiranno, partiranno il primo novembre del 2028, del 2030 o del 2035’. Invece niente, scappano. Ma scappando è ancora peggio, vuol dire che danno ragione alla nostra posizione, che eravamo contrari a buttare via 6 milioni di euro“. conclude Bracco.
A cura di Matteo Cantagallo






