Due osservazioni compiute a quasi due anni di distanza nella Grotta di Valdemino, a Borgio Verezzi, hanno portato alla documentazione di un fenomeno estremamente raro: la presenza dell’anguilla europea (Anguilla anguilla) all’interno di un ambiente carsico sotterraneo.
Le grotte carsiche sono cavità naturali che si formano quando l’acqua, soprattutto piovana, scioglie lentamente rocce solubili come calcare o gesso, scavando nel tempo gallerie, sale e condotti sotterranei. Il fenomeno prende il nome dall’altopiano del Carso, tra Italia e Slovenia, dove questi processi sono stati studiati per primi. All’interno di questi ambienti si trovano spesso corsi d’acqua e laghi sotterranei, collegati in modo più o meno diretto alle falde e ai corsi d’acqua di superficie.
Gli avvistamenti nella grotta ligure risalgono al febbraio 2022 e al dicembre 2023, e sono avvenuti nel settore non aperto al pubblico della cavità. I ricercatori hanno osservato due esemplari lunghi tra i 10 e i 20 centimetri: le dimensioni differenti fanno ritenere che si tratti di due individui distinti.
Lo studio scientifico
La scoperta è al centro di una ricerca pubblicata nel giugno 2026 sulla rivista Environmental Biology of Fishes, firmata da studiosi del Centro Studi Bionaturalistici, di ARPAL, del Politecnico di Torino, dell’Università di Torino e del Gruppo di Ricerca di Biologia Sotterranea Piemonte. Gli animali non sono stati catturati, sia per la difficoltà di operare nei tratti più interni della grotta sia per limitare il disturbo dell’habitat: le osservazioni dirette e la documentazione fotografica sono state comunque ritenute sufficienti a confermare la presenza della specie.
Si tratta di un evento raro a livello internazionale: in Italia esiste un solo precedente in letteratura scientifica, relativo alle Grotte del Fiume, nelle Marche. Secondo gli autori dello studio, questi ambienti potrebbero rappresentare un habitat finora poco studiato ma potenzialmente rilevante per la conservazione della specie.
L’ipotesi: le grotte come rifugio nei periodi di siccità
Per capire come le anguille abbiano raggiunto la grotta, i ricercatori hanno analizzato anche i corsi d’acqua circostanti. I dati dell’Osservatorio Ligure della Biodiversità (Li.Bi.Oss.) hanno confermato la presenza della specie nel vicino bacino del torrente Pora. Nel torrente Bottassano sono stati catturati cinque esemplari di età differenti, mentre nel torrente Battorezza non è stato rinvenuto alcun pesce, probabilmente a causa di ostacoli che impediscono la risalita.
L’ipotesi degli studiosi è che gli ambienti carsici possano offrire un rifugio alle anguille durante i periodi di siccità. Tra il novembre 2022 e il dicembre 2023 il livello dell’acqua all’interno della grotta si è abbassato di oltre quattro metri, proprio nel periodo in cui è avvenuta una delle due osservazioni.
Una specie in pericolo critico
L’anguilla europea è classificata dalla IUCN come specie “in pericolo critico”, uno degli ultimi livelli prima dell’estinzione in natura. Negli ultimi decenni le sue popolazioni hanno subito un drastico calo, dovuto alla frammentazione dei corsi d’acqua, agli ostacoli artificiali alla migrazione, alla perdita degli habitat, alla pesca e agli effetti dei cambiamenti climatici.
Per questo i ricercatori intendono proseguire gli studi, con l’obiettivo di approfondire il ruolo delle grotte costiere nel ciclo vitale della specie e ricostruire le connessioni tra acque superficiali e sotterranee, anche attraverso l’analisi del DNA ambientale.
Fonte: ARPAL Liguria






