1 Settembre 2026 10:23

A Moltedo la storia del Seicento rivive tra documenti, teatro e intelligenza artificiale

Una serata dedicata alla riscoperta della storia dell’entroterra e dei suoi protagonisti si è svolta ieri, domenica 30 agosto, nella chiesa parrocchiale di San Bernardo a Moltedo, grazie all’iniziativa dell’Associazione Amici di Moltedo, in collaborazione con il Comitato Sotto Tina di Imperia.

L’appuntamento ha proposto una rievocazione di fatti realmente accaduti, narrati attraverso le vicende di personaggi che li vissero in prima persona. Il punto di partenza sono stati documenti originali dell’epoca, successivamente rielaborati in forma teatrale anche attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, che ha consentito di rendere più accessibili testi caratterizzati da un linguaggio seicentesco ormai lontano dalle forme espressive contemporanee.

La rievocazione storica in costume si è sviluppata in tre momenti. Il primo ha riguardato la visita pastorale di monsignor Pier Francesco Costa, vescovo della diocesi, che tra il 1620 e il 1640 circa visitò le parrocchie del territorio in seguito all’attuazione dei decreti del Concilio di Trento.

La seconda parte è stata dedicata alla vicenda, spirituale e materiale, di don Gio Batta Sasso, uno dei parroci di Moltedo vissuti nel Seicento. Nel corso della sua lunga missione pastorale, il sacerdote si occupò non soltanto della cura delle anime, ma anche della costruzione di due chiese e della loro dotazione di arredi. Nel testamento lasciò inoltre una somma significativa destinata alla realizzazione di un ulteriore quadro raffigurante Sant’Isidoro.

A chiudere la rievocazione è stata la storia d’amore tra Antoon e Paolina, vicenda ormai entrata nella memoria degli abitanti di Moltedo. Il protagonista è il grande pittore fiammingo Antoon van Dyck, che nel Seicento viveva a Genova. Secondo la tradizione, l’artista, incaricato dal nobile Brignole Sale di realizzare un ritratto della moglie Paolina, si innamorò della donna. I due furono così costretti a lasciare i domini della Repubblica di Genova per sottrarsi al rischio di pene detentive.

La loro scelta ricadde su Moltedo, all’epoca terra di confine tra la Repubblica di Genova e il Ducato di Savoia. Il borgo era infatti diviso in due zone, separate da un piccolo torrente: quella superiore apparteneva ai Savoia, mentre quella inferiore rientrava nei territori della Repubblica di Genova.

La tradizione vuole che, per ringraziare gli abitanti dell’accoglienza ricevuta, van Dyck abbia realizzato un dipinto destinato alla chiesetta campestre di Sant’Anna, immersa negli oliveti tra Moltedo e Vasia. Oggi il quadro è conservato nella chiesa parrocchiale di Moltedo ed è stato inserito come elemento della stessa rievocazione teatrale.

A fare da accompagnamento alla serata è stato inoltre l’intervento musicale della Compagnia Corale di Imperia, diretta da Vittoria Bessone.

L’iniziativa ha voluto riportare il pubblico in un borgo dell’entroterra così come poteva apparire nel Seicento, sottolineando il ruolo che Moltedo rivestiva all’epoca nonostante le sue dimensioni contenute. Un’occasione per ricordare come anche la storia locale, con le sue vicende, i suoi personaggi e le sue peculiarità, possa offrire episodi e racconti capaci di suscitare interesse quanto la storia più ampia tradizionalmente studiata sui libri.

Lo spettacolo era a ingresso gratuito. Al termine della rappresentazione, organizzatori e partecipanti si sono ritrovati sul sagrato della chiesa per un momento conviviale.

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