“Mi permetto, ancora una volta, di ricordare al Consigliere Bracco che, ogni qualvolta perviene una richiesta da parte di un Consigliere comunale, il Presidente del Consiglio ha il dovere di valutarne, avvalendosi naturalmente degli Uffici di Segreteria e degli Uffici legali, non solo il contenuto, ma anche e soprattutto la correttezza e l’opportunità dello strumento consiliare utilizzato, così come previsto dal Regolamento del Consiglio Comunale“. Così il Presidente del Consiglio Comunale di Imperia, Simone Vassallo, in risposta alle dichiarazioni rilasciate questa mattina dall’esponente PD Ivan Bracco dopo la bocciatura di una sua interpellanza a proposito dei disservizi idrici occorsi nelle ultime settimane a diverse zone cittadine.
“Si è semplicemente ritenuto opportuno indirizzarla verso lo strumento consiliare più consono”, ha spiegato il Presidente Simone Vassallo
“Nel caso specifico – prosegue Vassallo in una nota ufficiale -, nessuno intende negare una risposta alla richiesta del Consigliere, né tantomeno impedirne la discussione. Si è semplicemente ritenuto opportuno indirizzarla verso lo strumento consiliare più consono, trasformando la richiesta da interpellanza in interrogazione scritta.
Non si tratta, quindi, di ‘avere o non avere il coraggio di parlarne in Consiglio’, né tantomeno di limitare la democrazia. La democrazia, all’interno di un’istituzione, passa anche dal rispetto delle regole e delle procedure, che devono essere applicate a tutti allo stesso modo, indipendentemente da chi presenta una richiesta.
Comprendo che la parola ‘democrazia’ sia particolarmente presente nel vocabolario politico del Consigliere Bracco, ma sarebbe auspicabile ricordare che non può essere invocata soltanto quando il risultato coincide con ciò che si pretende. Altrimenti, più che politica, diventa semplicemente polemica.
E proprio sulla polemica vorrei fare una considerazione. È certamente compito di un Consigliere di opposizione controllare, vigilare e chiedere conto dell’operato dell’Amministrazione. È un ruolo fondamentale e necessario in ogni democrazia. Ma rivolgersi continuamente ad altri enti e istituzioni per ogni questione non può diventare l’unica forma di attività politica.
Da Presidente del Consiglio, e anche sulla base della mia esperienza, mi permetto quindi un suggerimento, soprattutto considerando che mancano ormai meno di due anni alla conclusione del mandato: oltre alle ‘indagini’, che evidentemente sembrano appassionare molto il Consigliere Bracco, sarebbe interessante vedere anche qualche proposta concreta sulle tante attività e sui numerosi progetti che questa Amministrazione porta avanti quotidianamente.
Il controllo e la vigilanza sono un diritto e un dovere dell’opposizione. Ma la politica non può esaurirsi nella ricerca del problema o nella segnalazione all’ente di turno.
Controllare è un diritto e un dovere. Proporre, però, è ancora fare politica“.






