12 Settembre 2026 19:35

Imperia, oltre 70 persone all’incontro contro la militarizzazione delle scuole. Silvestrini: «Le scuole italiane sono bersaglio della propaganda militare», Benza: «Riarmo e guerra nemici della scuola pubblica» / Foto e Video

Oltre 70 persone hanno partecipato nel pomeriggio di oggi, sabato 12 settembre, all’assemblea pubblica “La scuola (non) va alla guerra”, organizzata dal Comitato No Riarmo Imperia nella biblioteca del Monastero di Santa Chiara, a Porto Maurizio.

Al centro dell’incontro il tema della presenza di corpi militari, forze dell’ordine e forze armate nelle scuole e, più in generale, una riflessione sul ruolo dell’istruzione nella costruzione di una cultura di pace.

A intervenire sono stati Maria Teresa Silvestrini, attivista dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, e Michelangelo Benza, delegato USB-Scuola. L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto pubblico sul rapporto tra scuola, educazione, conflitti e modello di cittadinanza.

Maria Teresa Silvestrini

«Ringrazio il Comitato per l’invito e per aver organizzato questo momento di confronto. Qui a Imperia c’è stata un’iniziativa in cui nelle scuole sono andati i servizi segreti e questo ha suscitato molta indignazione nella società civile, facendo emergere il fenomeno della militarizzazione che noi, come Osservatorio, contrastiamo da anni.

Le scuole italiane sono bersaglio della propaganda militare, che ha diversi obiettivi. C’è quello di assuefare alla divisa, alle armi e alla guerra i bambini fin dalla più tenera età e i loro genitori, attraverso tante iniziative che vengono organizzate anche nelle caserme e nelle città.

C’è poi naturalmente l’obiettivo del reclutamento, cioè propagandare le carriere in divisa attraverso incontri dedicati nelle scuole e attraverso l’alternanza scuola-lavoro. Un altro aspetto è quello del disciplinamento: insegnare ai ragazzi che determinati comportamenti sono devianti e vanno puniti, quando molto spesso avrebbero invece bisogno dell’aiuto di psicologi ed educatori. Penso, ad esempio, ai corsi di legalità, contro il cyberbullismo, il bullismo o la violenza sulle donne che vengono svolti nelle scuole.

L’ultimo aspetto, secondo me il più recente, è la presenza delle aziende belliche all’interno delle scuole, come ad esempio Leonardo, che secondo un’inchiesta realizzata a Roma è presente in numerosissimi istituti della città.

La scuola è quindi un vero e proprio “battleground”, un campo di battaglia che serve per conquistare il consenso della società intorno alla guerra, avvicinare i giovani e convincerli che la guerra sia un possibile orizzonte per il loro futuro.

Come Osservatorio ci opponiamo a questo fenomeno attraverso numerose iniziative. Abbiamo realizzato un vademecum per gli insegnanti che non vogliono accettare la presenza dei militari nelle scuole e abbiamo una campagna che si chiama “La conoscenza non marcia”. Invitiamo tutti i docenti a praticare un’obiezione di coscienza totale e collettiva contro la guerra, non accettando la presenza dei militari a scuola».

Michelangelo Benza

«Siamo stati invitati e abbiamo accolto con piacere l’invito del Comitato Stop Riarmo Imperia. La militarizzazione delle scuole è un tema sul quale USB si impegna da tempo, cercando di contrastare un fenomeno che si sviluppa sotto diversi aspetti e che cercheremo di affrontare durante questa serata.

Ci sono le forme più esplicite, come le attività di orientamento portate avanti da rappresentanti dell’Esercito che entrano nelle scuole per cercare arruolati, ma anche forme più subdole, che possono passare attraverso la revisione delle linee guida in un’ottica molto patriottica e bellicistica.

Tutto questo, per noi, rientra perfettamente nella fase bellicistica e di riarmo dell’Unione Europea che stiamo vivendo. Un riarmo che, come insegnanti, ci interessa particolarmente perché richiede un’altissima quantità di fondi pubblici e sicuramente andrà a incidere ulteriormente sulle condizioni dei lavoratori della scuola, i cui stipendi non vedono rialzi significativi da tempo, nonostante un’inflazione molto forte.

È quindi un tema che ci riguarda direttamente: il riarmo e la guerra sono nemici dei lavoratori della scuola, dei lavoratori in generale e della scuola pubblica».

🔔 Resta sempre aggiornato! Iscriviti al nostro canale Telegram

📢 Hai una segnalazione? Scrivici a redazione@imperiapost.it o inviaci un messaggio su WhatsApp

📲 Seguici sui social! Non perderti le ultime news su:
Instagram Facebook TikTok YouTube

🎯 Vuoi far crescere il tuo business? Per la tua pubblicità contattaci su marketing@imperiapost.it

Condividi questo articolo:

Sponsor

          Nuovi nati
nuovinati

Leggi anche