18 Settembre 2026 09:59

Detenuto tetraplegico in carcere a Imperia, l’USPP: “Struttura non adeguata alle sue esigenze”

L’USPP (Unione Sindacati Polizia Penitenziaria) interviene sulle condizioni sanitarie e sulla gestione di un detenuto tetraplegico recentemente trasferito alla Casa Circondariale di Imperia. Il sindacato segnala la presenza di gravi problematiche sanitarie e solleva interrogativi sull’adeguatezza della struttura rispetto alle esigenze assistenziali del detenuto, evidenziando anche le ricadute che gli eventuali accessi ospedalieri avrebbero sull’organizzazione del servizio di Polizia Penitenziaria.

Secondo quanto riferito dall’USPP, nell’istituto imperiese sono attualmente presenti 76 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 53 posti. Il sindacato sottolinea inoltre la situazione di difficoltà organizzativa e di carenza di personale già presente nella struttura, sostenendo che il ricorso a servizi di accompagnamento, scorta e piantonamento ospedaliero potrebbe incidere ulteriormente sulla gestione ordinaria della sicurezza interna.

«La nostra domanda è molto semplice: perché trasferire un detenuto con esigenze sanitarie così complesse in un istituto che non dispone delle condizioni necessarie per gestirlo adeguatamente? – denuncia Guido Pregnolato, Segretario Regionale USPP –. In un carcere che già ospita 76 detenuti rispetto ai 53 posti regolamentari, questa situazione aggiunge ulteriori difficoltà e responsabilità sulle spalle di un personale già in forte sofferenza».

Ogni accesso ospedaliero – spiega il sindacato – significa infatti distogliere unità dal servizio ordinario, aggravando una carenza di organico già esistente e aumentando il ricorso ai doppi turni e agli straordinari. La Polizia Penitenziaria si trova così a dover sopperire, con il proprio personale, a problematiche che non possono essere ricondotte esclusivamente alla funzione di sicurezza.

«La Polizia Penitenziaria deve garantire la sicurezza del carcere, non può essere chiamata a colmare le carenze dell’assistenza sanitaria – continua Pregnolato –. Ogni agente impiegato in un piantonamento ospedaliero è una risorsa in meno per la sicurezza interna, soprattutto in una struttura sovraffollata e già sottoposta a forte pressione operativa».

Ma c’è un altro aspetto che l’USPP intende evidenziare: «È francamente assurdo – sottolinea il sindacato – che debba essere un’organizzazione sindacale della Polizia Penitenziaria a porre pubblicamente il problema delle condizioni di salute e dell’assistenza di una persona detenuta. Dove sono, in questo caso, le associazioni che quotidianamente intervengono sul tema dei diritti dei detenuti? Dove sono quelle forze politiche che si mobilitano ogni volta che si parla di condizioni carcerarie, ma che sembrano ricordarsi della Polizia Penitenziaria e della sicurezza soprattutto quando c’è da puntare il dito contro gli agenti? La tutela della salute e della dignità delle persone detenute non può essere utilizzata soltanto quando serve a costruire una contrapposizione con la Polizia Penitenziaria».

L’USPP chiede pertanto all’Amministrazione Penitenziaria di rivalutare urgentemente la collocazione del detenuto e di individuare una struttura realmente idonea alle sue condizioni sanitarie, evitando che una scelta organizzativa considerata inadeguata continui a produrre conseguenze sul personale e sulla sicurezza dell’istituto di Imperia.

«Non accetteremo che la Polizia Penitenziaria venga lasciata sola a gestire emergenze che richiedono risposte sanitarie».

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