Si è svolta nel pomeriggio di ieri, in via Antica dell’Ospizio a Imperia, la conferenza pubblica “Terra Acqua bene pubblico? Le sfide del presente e del futuro per un diritto fondamentale”, organizzata da Alleanza Verdi Sinistra.
L’incontro in via Antica dell’Ospizio dedicato alla gestione della risorsa idrica e alle prospettive per il territorio
L’incontro è stato dedicato al tema della gestione della risorsa idrica nell’Imperiese, con un confronto incentrato sulle modalità di gestione del servizio, sul rapporto tra pubblico e privato, sulla situazione dei piccoli Comuni e sulle opere legate all’approvvigionamento idrico.
Ad aprire gli interventi è stato Lucio Sardi, consigliere comunale di AVS a Imperia, che ha affrontato la vicenda Rivieracqua, ripercorrendo gli aspetti legati alla gestione del servizio idrico nel territorio provinciale.
A seguire è intervenuto Fabio Natta, sindaco di Cesio e coordinatore della Consulta dei Piccoli Comuni di ANCI Liguria, che ha posto l’attenzione sulle difficoltà e sulle esigenze dei piccoli centri e sul tema della salvaguardia della gestione pubblica della risorsa idrica.
La parte conclusiva dell’incontro è stata dedicata alla politica delle dighe e degli invasi. Il confronto ha visto gli interventi di Daniela Lantrua, del coordinamento provinciale di AVS, del geologo Lello Anfossi e di Antonio Panizzi, del Comitato No Diga No Invasi di Badalucco. Al centro della discussione gli impatti e i rischi connessi alle opere idriche, con particolare riferimento al territorio imperiese.
“La situazione nell’imperiese è complessa – spiega Lucio Sardi – e in questi anni si sono visti gli effetti della scelta di fare entrare i privati nella gestione. Lo vediamo nell’aumento delle bollette, lo abbiamo visto nella perdita di controllo da parte del pubblico sulla gestione, sulla governance di una società che è a maggioranza pubblica ma di fatto amministrata da un soggetto privato.
Non vediamo questa efficienza tanto annunciata sugli investimenti nelle reti che, comunque, quando ci sono, sono sempre finanziati da fondi pubblici. Quindi il soggetto privato è stato semplicemente fatto entrare in un mercato, perché così è stata ritenuta la gestione del servizio idrico della nostra provincia, negando e violando la volontà popolare che nel 2011 si era espressa con il referendum per l’acqua pubblica e per fare in modo che i privati non avessero da questo servizio un margine economico.
Questo è un po’ il tema della discussione, che si accompagnerà anche a un ragionamento sulle annunciate politiche degli invasi per recuperare risorse idriche. Come al solito, grandi annunci, grandi opere, troppo annunciate e troppo complesse rispetto alla capacità poi di governare le complessità, sia di queste opere sia del territorio, che è molto fragile.
Quindi questi saranno i due temi dell’incontro di oggi. Il primo sarà il mio, che racconterà un po’ tutta la storia, dal referendum all’attuale situazione di Rivieracqua, e poi ci sarà quello del sindaco di Cesio, in particolare coordinatore dei piccoli Comuni della Liguria, Fabio Natta.
Natta racconterà uno degli aspetti che vogliamo valutare e approfondire: la questione della gestione in salvaguardia che hanno scelto molti Comuni, soprattutto piccoli Comuni della nostra provincia, che hanno deciso di mantenere sotto controllo pubblico totale la gestione del loro servizio idrico e che, in qualche modo, nel piccolo ma in maniera significativa, hanno invece difeso la gestione pubblica del settore.
Quindi questa è un’esperienza che vogliamo raccontare, evidenziandone gli elementi positivi ma anche le difficoltà che incontra e le necessità che ha, nei rapporti in particolare con il pubblico. Parleremo anche del fatto che questi territori non possono essere abbandonati perché hanno fatto una scelta autonoma e non ricevono i finanziamenti pubblici che invece vengono destinati alla rete. Questi finanziamenti non possono essere solo appannaggio di Rivieracqua, in particolare perché, essendo una società partecipata dal privato, si occupa solo di una parte del servizio. Questo è un aspetto che oggi, con l’intervento del sindaco e coordinatore di ANCI Natta, approfondiremo.
Dopo ci sarà un intervento di figure che racconteranno la vicenda degli invasi, come è stata storicamente nella nostra provincia, e forniranno elementi tecnici sulla delicatezza ambientale di questo tipo di interventi e sui rischi che comportano.
L’obiettivo è ottenere una valutazione che sia meno superficiale di quella che si è vista in alcuni convegni organizzati dalla Provincia, in cui si è annunciata questa soluzione come una soluzione salvifica per il problema della carenza idrica della nostra provincia. Bisognerebbe essere un pochettino più seri“.
A cura di Matteo Cantagallo






