Dopo la discussione accesa in commissione sulle linee guida per il bando e la successiva approvazione, tra le polemiche, in Consiglio Comunale, per il porto turistico di Imperia è arrivato il momento del piano economico-finanziario.
Si è riunita questa mattina la commissione dedicata al PEF, passaggio necessario dopo il via libera agli indirizzi per la gara
Presenti assessori e consiglieri di maggioranza e minoranza. Al tavolo il vicesindaco Giuseppe Fossati, insieme al commercialista Marco Rossi, che ha predisposto il piano, e all’avvocato Pietro Piciocchi, che hanno risposto alle domande dei consiglieri. Il documento sarà portato nei prossimi giorni all’attenzione del Consiglio Comunale.
Anche in questa occasione non sono mancati dubbi e polemiche da parte della minoranza, e qualche malumore tra le file della maggioranza per le continue domande dell’opposizione.
Il PEF serve a stabilire il canone annuo da porre a base della gara: 4 milioni e 810 mila euro, rivalutati ogni anno secondo l’indice Istat. Il piano stima un costo complessivo dell’opera di 148 milioni e 540 mila euro e un rendimento di mercato del 6% per il privato che si aggiudicherà il bando.
Nell’arco di 63 anni, secondo il vicesindaco, il canone porterebbe a Marina di Imperia circa 300 milioni di euro. Di questi, 2 milioni all’anno andrebbero comunque al Comune, mentre gli altri 2,8 milioni resterebbero alla società, che il socio Comune deciderà come impiegare.
Le opere a terra saranno cedute a possibili acquirenti con locazioni pluriennali. Posti barca, cantieri e distributore di carburante resteranno invece in gestione al vincitore della gara. Marina di Imperia riaddebiterà all’operatore i costi che sostiene come titolare della concessione, compresa la quota annuale del canone demaniale.
Rossi ha chiarito che non si tratta del piano definitivo: “Non vuole dire che sarà il PEF definitivo, perché ogni operatore presenterà il proprio”. Ha aggiunto che ciascuna impresa potrà far valere “la propria competitività” nei costi di gestione e di realizzazione. Il meccanismo di riaddebito, ha spiegato, “mette al riparo la Marina” dai rischi.
Il consigliere Ivan Bracco (PD) ha chiesto chiarimenti sulla struttura del PEF in vista della gara, sostenendo che modifichi elementi importanti. Dalla discussione è emerso che alcuni locali commerciali saranno affidati a soggetti diversi dall’appaltatore. Piciocchi ha risposto che il progetto e il costo restano quelli, così come la durata, e cambiano le modalità di finanziamento. Alcune porzioni, ha spiegato, non rientrano nel 45 bis e potranno essere gestite da terzi. C’è però un punto fermo: la realizzazione di alloggi per i Corpi dello Stato “non possono essere modificati e rimarranno tali”.
Piciocchi ha poi spiegato che il Consiglio comunale non ha competenza per approvare il PEF, perché è un atto della società. L’amministrazione ha scelto di portarlo comunque in aula “per un fatto di assoluta trasparenza”, quindi si tratterà di una presa d’atto.
A fine discussione il consigliere di maggioranza Luca Volpe, dopo aver ringraziato i due professionisti, ha esordito con “i porta sfiga non ci servono!“, frase che ha fatto infiammare la minoranza.
Spiega il vicesindaco Giuseppe Fossati dopo la discussione:”Una commissione molto interessante a cui ha partecipato il professor Rossi, che ha predisposto il PEF che sarà la base sulla quale viene individuato il canone di riaffidamento, una base di gara che appunto è di 4 milioni e 8, e l’avvocato Picciocchi, che è il consulente legale di Maria di Imperia. Una commissione interessante, cosa è venuto fuori sostanzialmente? Il piano economico-finanziario va a studiare e elaborare quelli che sono i costi che si presume l’operatore dovrà sostenere nel corso degli anni, quelli che possono essere le entrate, quindi i vantaggi economici che potrà ritrarre dall’operazione, si identifica quello che può essere una giusta redditività per il capitale investito, individuato nel 6%, e di lì si arriva quindi a determinare quello che è il canone di affidamento. Che cos’è il canone di affidamento? Sostanzialmente la somma a base di gara che verrà richiesta all’operatore economico per poter essere affidatario, giudicatario di questa porzione del porto turistico. 4 milioni e 8 all’anno, indicizzata ovviamente.
L’indice Istat è una cifra molto significativa e questo vuol dire che nella durata di 63 anni di concessione circa 300 milioni di euro che verranno dati a Marina d’Imperia, che ricordiamo è il Comune d’Imperia sostanzialmente, perché è una società a 100% Comune. Di questi 4 milioni e 8, voi sapete, la convenzione e la concessione con Marina d’Imperia prevede che 2 milioni all’anno siano sempre versati al Comune d’Imperia e gli altri 2 milioni e 8 verranno investiti a Marina d’Imperia, comunque il socio Comune d’Imperia deciderà come gestire. Un ritorno economico molto significativo per il Comune, è quello che abbiamo sempre detto: il porto d’Imperia sarà per Imperia un po’ quello che il Casinò è per il Comune di Sanremo. Delle entrate molto significative per un arco temporale molto alto, molto ampio, che quindi consentirà di fare investimenti importanti per i nostri concittadini“.
Conclude l’assessore Monica Gatti: “La parte tecnica del PEF è che, per trasparenza come amministrazione, voglio dire comunale, vogliamo portarlo insieme al Consiglio Comunale in modo che sia messa a conoscenza di tutta la cittadinanza. Si tratta di una presa d’atto e quindi non c’è una vera e propria approvazione. È un PEF predisposto dalla nostra società, che poi è partecipata al 100% e quindi fa le veci un po’ del Comune. È un piano esecutivo che all’interno comprende tutta la parte relativa al progetto, che cosa contiene, che cosa verrà fatto, è molto complesso nell’insieme. Prevede opere a terra, opere a mare e all’interno anche la possibilità di poter avere una certa flessibilità, nel rispetto, naturalmente, di quello che è la concessione demaniale che era stata concessa a suo tempo e quindi nel rispetto della durata dell’affidamento e del costo pubblico“.
Il percorso fin qui
Il PEF era rimasto in sospeso proprio perché, come aveva spiegato il sindaco Claudio Scajola in aula il 23 settembre “finché non dai gli indirizzi di cosa intendi, non puoi fare il PEF“.
Le linee guida approvate affidano completamento e gestione del porto a un unico soggetto privato per 65 anni. Marina di Imperia manterrà un ruolo di controllo e resterà l’unico soggetto responsabile verso il Comune. I lavori dovranno concludersi entro sei anni dalla firma del contratto. Il bando dovrà essere pubblicato entro il 31 ottobre, mentre Scajola ha indicato come obiettivo avere il vincitore della gara prima di Natale.
A cura di Alessandro Moschi












