18 Aprile 2026 22:56

Imperia: Giornata Internazionale della Donna, in via San Giovanni il presidio di “Non una di meno”. “La vera sicurezza sono i diritti” / Foto e video

In breve: Nel corso del presidio, inoltre, l'associazione ha protestato contro la presenza di associazioni antiabortiste all'interno dei consultori e si è schierata a favore della Palestina

L’associazione “Non una di meno” del Ponente Ligure ha organizzato un presidio in via San Giovanni questa mattina in occasione della Giornata Internazionale della Donna, per lanciare uno sciopero transfemminista contro violenza patriarcale, guerre e povertà.

Nel corso del presidio, inoltre, l’associazione ha protestato contro la presenza di associazioni antiabortiste all’interno dei consultori e si è schierata a favore della Palestina chiedendo il boicottaggio dei prodotti israeliani.

Ines Barletta – “Non una di meno” Ponente Ligure

Spiega Ines Barletta: “Come in tantissime città italiane, più o meno una sessantina quest’anno, per il nonno anno “Non una di meno” ha lanciato lo sciopero transfeminista dell’8 marzo. Noi qui a Imperia siamo un gruppo abbastanza piccolo che sta cercando di crescere e abbiamo deciso di fare un presidio qui in via san Giovanni con manifesti che poi immagino fotograferete, cercando di parlare attraverso il volantino che abbiamo fatto dei diritti che tentano di cancellarci, del discorso del disarmo, nel senso che di quella che per noi è la sicurezza, che non è la sicurezza dell’ordine pubblico, ma è la sicurezza di quando le persone hanno dei diritti e hanno la possibilità di vivere dignitosamente. Lo sciopero è uno sciopero che oggi, in questa giornata, ha coinciso con l’8 marzo, è uno sciopero dai generi, dai consumi e tutto.

In particolare poi noi abbiamo voluto qui ad Imperia, dal momento che facciamo anche parte del gruppo BDS boicottaggio sanzioni disinvestimento che boicotta i prodotti palestinesi [in realtà israeliani, ndr]. Abbiamo già fatto delle campagne, ad esempio, contro la Teva, che è l’azienda farmaceutica israeliana che sovvenziona l’esercito israeliano. Abbiamo voluto, appunto, noi caratterizzarla anche con degli aquiloni, con i colori palestinesi o con altri manifesti per poter invitare al boicottaggio, invitare alla vicinanza con tutta la Palestina, le donne palestinesi e tutta la popolazione che sta subendo oppressione e colonizzazione“.

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