Il consigliere comunale di minoranza Lucio Sardi (AVS) interviene in merito alla recente vicenda dei referendum comunali e in particolare sul caso dei parcheggi a pagamento. Nel dettaglio, il consigliere punta il dito contro l’amministrazione Scajola, accusandola di aver ostacolato in ogni modo possibile il referendum abrogativo.
“Nel consiglio comunale del 29 aprile durante la discussione della pratica sulla nomina della commissione per i referendum comunali, la maggioranza e il sindaco hanno messo in scena una rappresentazione degna del teatro dell’assurdo.
Che la maggioranza e l’amministrazione abbiano attuato ogni forma di ostruzionismo e opposizione praticabile per impedire che si tenesse il referendum abrogativo sulla delibera che ha aumentato i posti a pagamento nei centri storici cittadini, è risultato evidente sia per quanto hanno dichiarato, che per il comportamento tenuto in consiglio comunale.
Inizialmente la tattica adottata è stata quella dello struzzo, quando è emerso che per il segretario generale del comune il regolamento che disciplina i referendum comunali era carente in quanto, non citandolo espressamente, non avrebbe consentito che si potesse procedere per quello abrogativo. Invece che agire per colmare una lacuna decisamente formale, l’amministrazione e la maggioranza hanno deciso di ficcare la testa sotto la sabbia sperando, vanamente, che il comitato promotore si scoraggiasse.
Il secondo atto è stato invece di natura apertamente ostile, quando la maggioranza, nel consiglio comunale del 31/07/2024, ha votato contro alla prima proposta di modifica del regolamento presentata dal sottoscritto e dalla consigliera Modaffari per risolvere i problemi formali sollevati dal segretario generale. Un voto contrario evidentemente solo finalizzato a bloccare la nostra iniziativa, in quanto è stato espresso senza aver presentato alcun emendamento o richiesta di modifica né in commissione né in consiglio e giustificato solo sulla strumentale motivazione che sarebbero mancate alcune clausole (la previsione in forma espressa della presenza del quorum deliberativo che però è già previsto dalla legge) che si erano ben guardati dal proporre con un emendamento che sarebbe stato ovviamente approvato.
A seguito della bocciatura della prima proposta, abbiamo reagito producendo una seconda versione di modifica del regolamento, che prevedeva il richiamo esplicito del quorum, togliendo alla maggioranza la possibilità di accampare quella scusa tecnica, pratica che è andata in discussione nel consiglio comunale del 28/11/2024. Di fronte alla nostra determinazione a far approvare l’adeguamento del regolamento, la maggioranza ha allora tentato la strategia del boicottaggio proponendo, senza anticiparlo in commissione, un emendamento con una clausola capestro (peraltro in evidente contrasto con quanto previsto dallo Statuto comunale ma curiosamente non cassata al solitamente puntiglioso vaglio di legittimità del segretario generale) per di fatto rendere improponibile il referendum sui parcheggi. Per evitare che quel blitz andasse in porto abbiamo deciso quindi di ritirare la pratica per riportarla al successivo consiglio comunale.
Quando finalmente nel consiglio comunale del 19/12/2024 la maggioranza aveva esaurito strategie, stratagemmi o azioni dilatorie per cercare di prendere tempo sperando che il caso dei parcheggi a pagamento si sgonfiasse ed ha dovuto prendere atto che il regolamento non poteva essere bloccato o ancora rimandato, si è arrivati al voto favorevole sul testo sempre da noi presentato e che accoglieva un evanescente emendamento foglia di fico della maggioranza, in forza del quale ha cercato ora di attribuirsi un ruolo di “padre costituente” della nuova formulazione del regolamento.
Questi in breve sintesi i fatti da tenere a mente per leggere l’assurda sceneggiata che la maggioranza ha messo in atto durante la discussione della pratica sulla nomina della commissione sul referendum che, grazie all’indiscutibile successo della raccolta delle firme dei cittadini imperiesi a sostegno del quesito sui parcheggi, ha costretto l’amministrazione Scajola, pur se con evidente ritardo, a colmare l’ultima lacuna per poter finalmente consentire agli imperiesi di esercitare questo strumento di democrazia.
Chiaramente preoccupati dal segnale arrivato con l’imprevedibile (per loro) successo della fase di raccolta delle firme da parte del comitato, tutti gli esponenti di maggioranza, in pieno stile da salto sul carro dei vincitori, si sono professati sostenitori dei referendum e soprattutto protagonisti della fase di adeguamento del regolamento che “grazie” a loro è durata ben 5 mesi in più.
I protagonisti principali della commedia dell’assurdo messa in scena nell’ultimo consiglio comunale sono stati ovviamente il sindaco, nelle vesti di paladino del rigoroso rispetto delle regole a cui si è aggrappato per giustificare il fatto di non aver sfruttato la finestra referendaria nazionale del 8 e 9 giugno per tenere il referendum comunale e poi il vicesindaco Fossati e il consigliere La Monica, ad interpretare il ruolo di azzeccagarbugli dei regolamenti referendari.
La credibilità delle affermazioni del sindaco circa la celerità dimostrata sulle procedure referendarie trova risposta nel racconto dei fatti di cui sopra. Per valutare quella del suo ruolo di fedele custode del rigoroso rispetto delle regole e procedure ci affidiamo al suo ampio curriculum recentemente aggiornato nell’udienza in tribunale sul caso della telefonata all’ex comandante Bergaminelli.
Quanto agli interventi di Fossati e La Monica, i quali hanno raccontato che da quando è emerso che il regolamento attuativo del referendum aveva delle lacune avrebbero tenuto almeno una decina di incontri tecnici per risolvere il problema, alla luce del fatto che non hanno mai portato in consiglio nessuna proposta di adeguamento ma solo due emendamenti (di cui uno pure strumentale e di dubbia regolarità perché trattava argomenti regolati dallo Statuto comunale), se venissero presi sul serio potrebbero costargli caro sul lato della loro credibilità tecnica di esperti di diritto.
Siccome siamo invece convinti che siano due professionisti capaci, risulta evidente invece che in luogo di esercitare il ruolo di estensori di modifiche regolamentari, in questa vicenda abbiano assunto l’incarico di difensori della causa disperata di tentare di dimostrare l’innocenza della maggioranza dall’accusa di tentata soppressione di referendum comunale, con una arringa difensiva risultata imbarazzante.
Per cercare in qualche modo di dare credibilità a quel racconto, il consigliere La Monica ha però deciso di correre il rischio di immolarsi per la causa, affermando che la prima proposta di modifica del regolamento portata dalle opposizioni in consiglio a luglio, sarebbe stata bocciata perché non prevedeva in particolare l’eliminazione dei richiami alle circoscrizioni comunali presenti nel vecchio testo, affermando di essere pronto a dimettersi se quello che aveva appena dichiarato non fosse stato vero.
Siccome pensiamo che il consigliere La Monica sia persona seria e di parola, abbiamo accettato la sfida e abbiamo deciso di verificare documentalmente se quanto da lui affermato fosse corretto, per in tal caso o riconoscergli che tale peccato veniale (non essendoci più le circoscrizioni ogni richiamo regolamentare diviene superfluo e superato da sé) l’avevamo commesso, oppure se dobbiamo richiamarlo all’impegno assunto solennemente in consiglio.
Considerato che la proposta di modifica del regolamento che abbiamo presentato in discussione a luglio 2024 e nelle successive sedute, contiene invece la puntuale cancellazione dei richiami alle abolite circoscrizioni, ora il consigliere La Monica si trova davanti a un bivio. O si dimostra coerente e credibile e, prendendo atto di aver detto una cosa falsa, sarà conseguente al suo impegno di dimettersi da consigliere comunale, oppure dovrà accettare che d’ora in avanti l’immagine che si attribuisce di esponente della maggioranza più “libero e credibile” rispetto ad altri colleghi di maggioranza cui in passato ha rivolto pubbliche critiche, sarà decisamente compromessa.
Si allega in visione per i cittadini e per lo sbadato e poco accorto consigliere La Monica, la proposta di modifica del regolamento sui referendum con gli allegati della pratica portata in consiglio comunale a luglio 2024.
Quanto al Referendum sulla sosta, ci auguriamo che possa passare il vaglio tecnico della neo nominata commissione, anche se temiamo che una volta che sarà indetto, tutti gli esponenti di maggioranza che hanno dichiarato di non volerlo boicottare, cercheranno di utilizzare come ultima strategia quella di puntare sul mancato raggiungimento del quorum del 50% dei votanti per tentare di sottrarre ai cittadini imperiesi il diritto di decidere su quel tema, assumendosi però il rischio di sentirsi accusati di avere la faccia come il quorum”.






