Il gruppo consiliare di maggioranza Insieme con Scajola interviene con una nota in risposta alla segnalazione formale portata da Ivan Bracco (PD) al Mims (Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile), nella quale il consigliere di minoranza sostiene che il progetto iniziale sia stato profondamente modificato.
La risposta di Insieme
Scrive il gruppo Insieme: “È pur vero che non dovremmo più stupirci di nulla ma la dichiarazione del Consigliere Bracco di aver scritto (o voler scrivere) al Ministero per bloccare il finanziamento sulla Ex Sairo, ci pone quantomeno di fronte a una seria riflessione sulle finalità (costanti) che il Consigliere persegue.
A partire dall’indagine (farlocca) sul Porto di Imperia, finita in una bolla di sapone ma con conseguenze nefaste per la Città, un porto bloccato, operatori economici che avevano investito nel futuro, costretti a fare i conti con la triste realtà di un cantiere fermo, appassionati di nautica che avevano scelto di credere in questa Città che si sono ritrovati senza posto barca dopo averlo pagato.
Un disastro pagato da altri e che, chiunque avesse un minimo di coscienza, avrebbe messo nel cassetto della (vergognosa) esperienza e ne avrebbe fatto tesoro per il futuro.
E invece no:
Il Consigliere dopo essere riuscito ad avere un consenso ai minimi storici come candidato sindaco, ha continuato e perseverato nello sfogo del proprio rancore contro la nostra Amministrazione senza minimamente badare se si butta il bambino insieme a quello che lui ritiene acqua sporca, in questo caso la Città per la quale tanto amore ha proclamato.
Scrivere al Ministero per bloccare il finanziamento significa nel caso si riuscisse ad ottenere il risultato voluto, lasciare per altri decenni uno scheletro fatiscente nel centro di Imperia Porto Maurizio, togliendo la possibilità di spazi nuovi come una palestra per le persone fragili, appartamenti per le giovani coppie, spazi per i giovani e molto altro di socialmente rilevante.
Questo significherebbe, e lo sa bene il Consigliere che laddove si dovesse fermare il cantiere per le verifiche che potrebbero essere attivate, a quel punto mai si potrà arrivare a chiudere un lavoro già di per sé non privo di difficoltà e problemi, entro marzo 2026, come richiesto dai Fondi PNRR.
Un atto che riteniamo animato esclusivamente da rancore e livore, che toglierebbe la possibilità a tanti imperiesi di vedere riqualificata una bellissima area dopo anni di degrado.
Questo non è il sistema democratico, questa non è opposizione (e siamo certi che lo pensino anche molti dei suoi colleghi…).
Questo è veleno che viene fuori ogni giorno da chi vede una Città in crescita e semplicemente odia la mano che la fa migliorare.
Ricorda tanto ‘muoia Sansone e tutti i filistei'”.






