13 Aprile 2026 16:29

Imperia: per i lavori della passeggiata del Prino spunta l’ombra delle riserve. Zarbano, “a pagare il conto saranno i cittadini”

In breve: Il consigliere di opposizione evidenzia anche come i lavori stiano creando grossi problemi al comparto economico del Prino

Per i lavori in corso in lungomare Cristoforo Colombo, relativi alla nuova passeggiata di Borgo Prino, ora spunta l’ombra di possibili riserve che l’impresa esecutrice avrebbe sollevato nei confronti del Comune. Il che, tradotto, vuol dire possibili costi aggiuntivi per le casse pubbliche.

Il consigliere di opposizione evidenzia anche come i lavori stiano creando grossi problemi al comparto economico del Prino

A sollevare dubbi in merito ed evidenziare le criticità del cantiere è il consigliere di opposizione Luciano Zarbano di Imperia senza padroni.

Spiega Zarbano: “Alla vigilia della stagione balneare, il cantiere ancora aperto sul lungomare Colombo al Prino preoccupa seriamente residenti, turisti e operatori commerciali. Un’opera attesa e annunciata da tempo, ma ancora una volta ferma ai nastri di partenza.

I termini inizialmente fissati parlavano del 30 aprile, poi rinviati al 18 maggio. Oggi si parla, con scarsa convinzione, di un completamento entro la metà di giugno. Intanto, la passeggiata resta un cantiere a cielo aperto, con pesanti ripercussioni sul tessuto economico del quartiere.

Se da un lato è vero che un intervento straordinario di Riviera Acqua ha influito sulla tempistica, dall’altro è evidente che la gestione complessiva dell’opera da parte dell’Amministrazione comunale mostra gravi carenze, tanto nella programmazione quanto nella comunicazione.

A rendere il quadro ancora più incerto ci sono alcune voci che rivelano la presenza di riserve di impresa piuttosto corpose iscritte nei registri contabili, a causa di presunti reclami, da parte dell’impresa esecutrice, sui prezzi pattuiti. In termini tecnici, una “riserva” è una contestazione formale dell’appaltatore per ottenere compensi aggiuntivi o impugnare ordini e scelte della direzione lavori.

In altre parole: si rischia un contenzioso. Sorgono dunque interrogativi inevitabili: ci saranno nuovi ritardi, si aprirà un contenzioso legale e, soprattutto, chi pagherà il conto delle riserve d’impresa? La risposta, purtroppo, è già scritta: a pagare sarà il Comune di Imperia, cioè tutti noi cittadini”.

Nel frattempo, con l’estate ormai alle porte e la passeggiata ancora transennata, agli operatori non resta che sperare – ancora una volta – che le promesse si traducano in fatti. Ma si sa: chi di promesse vive, spesso di delusione muore.

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