Un giardiniere di 43 anni, in servizio presso l’abitazione di Enrico Maria Pollo (ex capo di gabinetto dell’ex vice ministro dell’agricoltura Andrea Olivero, balzato agli onori della cronaca nel 2016, a seguito di un’inchiesta televisiva legata a presunte irregolarità nell’importazione di grano) a San Bartolomeo al Mare, è stato prosciolto dal Tribunale di Imperia dall’accusa di estorsione. A stabilirlo è stato il giudice Paolo Luppi al termine dell’udienza preliminare, accogliendo la tesi difensiva secondo cui la condotta dell’imputato sarebbe da ricondurre a un contesto di rivendicazione lavorativa, e dunque di particolare tenuità.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, il giardiniere avrebbe inizialmente preteso da Pollo, con toni accesi e pare anche l’uso di un coltello, la consegna di 550 euro, ricevendone 300. Successivamente, tramite un legale, avrebbe chiesto un risarcimento pari a circa 46 mila euro, somma relativa a presunte differenze retributive legate a un inquadramento non conforme alle mansioni realmente svolte.
Il giudice, pur riformulando la contestazione da estorsione a esercizio arbitrario delle proprie ragioni, ha ritenuto il fatto penalmente irrilevante per la sua lieve entità, accogliendo le argomentazioni della difesa rappresentata dall’avvocato Ramadan Tahiri.






