Domenica 8 giugno, dalle 7 alle 23 e lunedì 9 giugno, dalle 7 alle 15, i cittadini italiani sono chiamati alle urne per cinque referendum abrogativi. Si tratta di consultazioni che possono cambiare alcune leggi importanti su lavoro e cittadinanza.
Non è obbligatorio votare sì o no a tutti e cinque i referendum: ognuno è libero di esprimere la propria opinione scegliendo, per ogni singolo quesito, se votare sì, no oppure astenersi, anche rifiutando la singola scheda.
Il referendum abrogativo è uno strumento democratico che permette ai cittadini di cancellare una legge o parte di essa. Per essere valido, deve votare almeno la metà più uno degli aventi diritto (il famoso “quorum”). Ricordiamo che per votare bisogna avere con se documento d’identità e tessera elettorale. Chi vota fuorisede deve avere il certificato del comune di domicilio temporaneo.
I cinque quesiti in votazione
1. Licenziamenti illegittimi (scheda verde)
Situazione attuale: se un’azienda licenzia illegalmente un dipendente, non deve riprenderlo ma solo pagare un indennizzo (da 6 a 36 mensilità).
- Con il SÌ: si torna alla regola precedente, dove il giudice decide se far rientrare il lavoratore oppure no.
- Con il NO: resta tutto come adesso.
2. Indennità nelle piccole imprese (scheda arancione)
Situazione attuale: nelle piccole aziende, chi viene licenziato illegalmente riceve al massimo 6 mensilità di indennizzo.
- Con il SÌ: si elimina questo tetto massimo e sarà il giudice a decidere l’importo in base alla situazione.
- Con il NO: resta il limite delle 6 mensilità.
3. Contratti a termine (scheda grigia)
Situazione attuale: le aziende possono assumere con contratto a tempo determinato fino a 12 mesi senza spiegare il motivo.
- Con il SÌ: le aziende dovranno sempre motivare i contratti a termine fino a 24 mesi.
- Con il NO: resta la situazione attuale.
4. Infortuni sul lavoro (scheda rosa)
Situazione attuale: se un operaio si fa male usando un macchinario, la responsabilità è solo dell’azienda che lo ha assunto (appaltatrice).
- Con il SÌ: anche l’azienda principale (committente) diventa responsabile insieme a quella appaltatrice.
- Con il NO: la responsabilità resta solo dell’azienda appaltatrice.
5. Cittadinanza italiana (scheda gialla)
Situazione attuale: per ottenere la cittadinanza italiana bisogna vivere in Italia per 10 anni di fila.
- Con il SÌ: basterebbero 5 anni di residenza continua.
- Con il NO: restano i 10 anni attuali.
Il voto è un diritto fondamentale della democrazia. Indipendentemente dalle proprie idee politiche, partecipare significa prendersi cura del futuro del Paese.






