Un 65enne residente a Taggia è finito a processo con svariate accuse, tra cui detenzione illecita di armi e munizioni, ricettazione, porto d’armi abusivo, detenzione illecita di fauna selvatica, caccia al di fuori dei periodi consentiti, ripetuta uccisione di animali senza necessità e furto di energia elettrica.
Tra i ritrovamenti delle forze dell’ordine una carabina occultata in un frigo, svariate munizioni detenute in assenza di sicurezza, uccelli selvatici in gabbia e un allaccio abusivo alla rete elettrica
I fatti risalgono al 2022, quando l’uomo, fermato dalle forze dell’ordine mentre era alla guida della sua auto, era risultato in possesso di un coltello a serramanico nascosto in un gilet. In seguito a ulteriori accertamenti svolti nell’abitazione del 65enne erano state ritrovate diverse munizioni, nonché una carabina smontata e occultata in un frigo a pozzetto, che si sarebbe successivamente rivelata oggetto di furto.
In diversi locali dell’abitazione, inoltre, le forze dell’ordine avrebbero rinvenuto un ampio numero di munizioni non denunciate alle autorità, nonostante superassero il numero consentito di 1000 unità. Alcune di queste peraltro sarebbero state custodite senza adottare le cautele necessarie previste dalla legge, venendo lasciate abbandonate in una baracca situata in una pubblica via con la porta semiaperta.
L’uomo avrebbe inoltre detenuto all’interno di gabbie alcuni esemplari di uccelli selvatici la cui caccia non è consentita dalla legge.
L’abitazione sarebbe, infine, risultata allacciata abusivamente attraverso un cavo a una cassetta di proprietà di E-Distribuzione, alla quale avrebbe sottratto energia elettrica per un importo di poco inferiore a 5mila euro.
Contestata anche l’attività di caccia in periodi in cui non era consentita e la conseguente uccisione di cinghiali
Le contestazioni, però, non si fermano ai ritrovamenti. Il 65enne è, infatti, accusato anche di aver cacciato cinghiali in un giorno e in un orario nel quale l’attività venatoria non era consentita, attirandoli posizionando esche in un bosco e causando la morte di diversi ungulati senza ragioni dettate dall’insorgenza di un pericolo o dalla sussistenza personale.
Nel corso dell’udienza odierna sono stati stabiliti i testimoni che verranno ascoltati nel corso dell’attività istruttoria, dopodiché si è proceduto con un rinvio per il mese di novembre.






